Confindustria, standing ovation per Draghi e monito ai partiti “Lasciatelo lavorare”

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(foto governo.it)

Una standing ovation per Mario Draghi prima e dopo il suo intervento (il premier ha promesso tra l’altro di non aumentare le tasse) e un monito di Confindustria ai partiti a non mettere a rischio questo governo “con i soiiti giochetti”.

Un monito esplicito lanciato dal presidente degli industriali Carlo Bonomi che ha augurato all’ex-numero uno della Bce di “restare a lungo” a palazzo Chigi. Sono questi i due elementi che hanno caratterizzato l’assemblea annuale di Confindustria svoltasi stamane all’Eur. Tra gli applausi il premier ha elencato i successi del suo governo, dall’aumento degli occupati al Pil che dovrebbe crescere del 6%, e ha ringraziato l’industria italiana per quello che ha fatto e sta facendo nell’emergenza-Covid. Draghi ha quindi sollecitato la nascita di un ‘patto sociale’, un patto per l’Italia, tra industria e sindacato per confermare le ripresa in atto, obiettivo che Bonomi ha detto di condividere. Il presidente del Consiglio si è anche impegnato a varare misure in grado di contenere l’aumento dei bollette di luce e gas per le famiglie italiane: si parla di interventi di circa tre miliardi per tagliare gli oneri di sistema, se ne occuperà già stasera il Consiglio dei ministri.

La conferma del profondo feeling esistente oggi tra palazzo Chigi e viale dell’Astronomia nelle parole di Bonomi: “Noi ci riconosciamo nel governo di Draghi, e speriamo che duri a lungo, senza che i partiti attentino al governo” ha detto Bonomi riferendosi alle prossime amministrative e alle manovre per la corsa al Quirinale. “Quando Draghi venne dieci anni fa – ha aggiunto – gli dedicammo una standing ovation, torniamo a esprimere il nostro apprezzamento con forza raddoppiata».

Il presidente degli industriali ha attaccato “chi flirta con i no vax e con chi pensa che questo governo è a tempo. Le riforme bisogna farle adesso, basta rinvii, basta giochetti, le riforme vanno fatte davvero” ha scandito con forza (Salvini ha replicato a stretto giro negando di flirtare con i no-vax…).

Ribadita poi l’autonomia e l’indipendenza di Confindustria dai partiti, Bonomi ha affermato di non credere “agli uomini della provvidenza, né agli uomini del possibile che sono quelli attenti al consenso e impegnati nel calcio della lattina”. “Ci sono invece – ha concluso – gli uomini della necessità”. Tra questi il presidente di Confindustria ha citato De Gasperi, Baffi, Ciampi e Mario Draghi. 

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