Omicidio Regeni: 007 egiziani assenti, sospeso il processo

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Sospeso dopo sette ore di camera di consiglio il processo a 4 agenti dei servizi di sicurezza egiziani per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore friulano sequestrato, torturato e ucciso nel febbraio del 2016 a Il Cairo.

Il cadavere del giovane italiano fu ritrovato lungo la strada che collega la capitale ad Alessandria.

Gli atti tornano così nelle mani del giudice dell’udienza preliminare che dovrà disporre nuove ricerche sugli imputati, assenti, ai quali non è stato possibile notificare il rinvio a giudizio perchè le autorità egiziane non hanno mai risposto alle tredici rogatorie della Procura di Roma che ha svolto le indagini.

Oggi la prima udienza del processo. In aula, davanti alla terza corte d’Assise, anche i genitori di Giulio Regeni costituiti come parte civile. La loro richiesta di verità e giustiia sulla tragica fine del figlio non si è mai affievolita. Presenti anche gli avvocati dello Stato in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, che hanno depositato istanza di costituzione di parte lesa. A processo quattro 007 di Al Sisi, identificati dai nostri investigatori ma irrintracciabili: il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. Le accuse sono di concorso in sequestro di persona pluriaggravato, concorso in lesioni personali aggravate e concorso in omicidio aggravato.

Commentando l’assenza degli 007 egiziani il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ha parlato di “una azione complessiva dei quattro imputati, e alcuni loro colleghi, compiuta dal 2016 e durata fino a poco fa, per bloccare, rallentare le indagini ed evitare che il processo avesse luogo in Italia. Da parte loro per cinque anni c’è stata una volontaria sottrazione: vogliono fuggire dal processo, sono finti inconsapevoli”. “L’Egitto – ha concluso – non ha mai risposto sulle assenze: Abbiamo fatto quanto umanamente possibile per fare questo processo, e sono convinto che oggi i quattro imputati sappiano che qui si sta celebrando la prima udienza”.

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