Scontro sul reddito in Cdm. Lega, Fi e Iv “No ad altri 200 milioni”. Draghi media e porta a casa il decreto fiscale

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(foto governo.it)

Nuovo scontro in Consiglio dei ministri sul decreto fiscale, poi però approvato all’unanimità per la mediazione del premier Draghi.

Questa volta – dieci giorni fa fu la Lega ad esprimersi contro la riforma del catasto – l’acceso confronto c’è stato tra Pd e M5s da una parte e Lega, Fi e Iv dall’altra. Motivo del contendere? Il reddito di cittadinanza, la misura tanto cara ai Cinquestelle, che il decreto rifinanzia per 200 milioni fino alla fine dell’anno visto l’aumento delle richieste. Un impegno finanziario che è stato inserito da Draghi nel decreto ed è stato difeso a spada tratta dai dem e dal M5s rispetto all’opposizione manifestata dai ministri del Carroccio, di Forza Italia e del partito di Renzi (rispettivamente Giorgetti, Brunetta e Bonetti) dubbiosi sulla sostenibilità dello stanziamento ma, di fondo, sui reali effetti del rdc sul lavoro.

C’è voluto l’intervento diretto del premier per calmare le acque con la proposta di votare ora il rifinanziamento, cosa poi avvenuta, e di rinviare invece il dibattito sul merito in sede di manovra, come avevano chiesto anche Lega, Fi e Iv. Fonti della Lega, per spiegare il no al rifinanziamento del reddito, hanno poi fatto sapere che il nuovo impegno finanziario da 200 milioni di euro toglierebbe risorse al reddito di emergenza (90 milioni), all’accesso anticipato al pensionamento per lavori faticosi e pesanti (30 milioni), all’accesso al pensionamento dei lavoratori precoci (40 milioni) e ai congedi parentali (30 milioni). Il ministro Giorgetti, hanno fatto sapere le stesse fonti, si sarebbe opposto con forza affermando: “E’ beffardo usare i soldi di chi ha lavorato duramente per un misura simile”. Fuori del Consiglio dei ministri si è fatto sentire, in risposta, l’ex-premier e leader M5s Giuseppe Conte con un “Giù le mani dal reddito di cittadinanza”. Conte ha invitato “Salvini e Meloni, così come quelli che la pensano come loro al Governo, a fare lo stesso. E a smetterla – ha scritto in un post – di assaltare uno strumento di civiltà. Noi non lo permetteremo”. 

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