Israele, Ronen Bar nuovo capo Shin Bet. Premier Bennett pone questione criminalità arabo-israeliana

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Israele Shin Bet
(foto da shabak.gov.il)

Lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna di Israele, ha un nuovo direttore: Ronen Bar, 55 anni. Lo Shin Bet è una delle tre principali organizzazioni dell’intelligence israeliana, con l’Aman (intelligence militare) e il Mossad (intelligence estero). Il suo compito è proteggere la sicurezza nazionale da spionaggio, attacchi informatici, omicidi politici e terrorismo. Il nuovo premier Naftali Bennett, preoccupato per la forte ondata di criminalità soprattutto tra gli arabo-israeliani – circa il 20% della popolazione -, vorrebbe una collaborazione tra Shin Bet e polizia.

Polizia

Alle bande criminali, che si muovono nelle aree prevalentemente abitate da cittadini arabi dalla Galilea a nord al Negev a sud, sono stati attribuiti 98 omicidi dall’inizio del 2021, secondo i dati della ong Abraham Initiatives. I criminali taglieggiano le attività commerciali, compiono furti, trafficano in droga e armi e spesso corrompono e sostengono politici locali disonesti. La polizia, generalmente criticata per la scarsa efficienza, non pare in grado di arginare il fenomeno. Tuttavia allo Shin Bet, che per le sue operazioni può utilizzare metodi e mezzi speciali, non è ufficialmente permesso di agire nei confronti di cittadini israeliani, in analogia alla lotta ai terroristi.

Cittadini

Al di là delle questioni di legalità, coinvolgere lo Shin Bet potrebbe rafforzare in molti arabi la convinzione di non essere veri cittadini di Israele. Perplessità esplicitate anche dai parlamentari della Lista Araba Unita, il primo partito arabo che dal giugno scorso prende parte a un governo israeliano. In realtà, nel discorso alla cerimonia del suo giuramento, Bar è stato prudente. “L’Agenzia non starà a guardare, ma spero che al bivio di ogni decisione avremo il coraggio e la saggezza per bilanciare correttamente sicurezza e diritti civili e che saremo in grado di soddisfare con equilibrio i principi di una democrazia che si difende”.

“Cafe Bagdad”

Bar è sposato e padre di tre figli. Laureato in Scienze Politiche e Filosofia all’Università di Tel Aviv, è un appassionato runner e nuotatore. Ha servito nel Sayeret Matkal, unità d’élite del Forze di Difesa Israeliane (IDF), poi è entrato nello Shin Bet come agente sul campo. Ha quindi guidato la divisione operativa dello Shin Bet dal 2011, per diventare capo del dipartimento di sviluppo delle risorse e assumere la carica di vicedirettore nel 2018. Alla fine degli anni ’80, prima di entrare nel servizio di sicurezza, è stato socio del “Cafe Bagdad”, uno dei locali più noti a Tel Aviv.

Hamas

Bar non ha dubbi, lo Stato “deve abbracciare e rafforzare la società araba interessata a integrarsi. Lo fa innanzitutto attraverso investimenti in infrastrutture, istruzione e benessere. Allo stesso tempo, è importante aumentare l’attività delle forze dell’ordine e stabilire una precisa deterrenza contro gli elementi criminali, per di ridurre le armi in loro possesso e contrastare le loro azioni”. Sul fronte di impegno della lotta al terrorismo, Bar ha rimarcato: “Israele deve trovare un modo per cooperare con l’Autorità palestinese e deve colpire Hamas in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e nei suoi quartier generali all’estero”.

Rabin

Bar è anche intervenuto alle cerimonie per ricordare a 26 anni dalla sua uccisione, Yitzhak Rabin, il premier laburista premio Nobel per la Pace ucciso da un colono israeliano estremista. “Ricorderemo sempre – ha detto Bar – che una spaccatura ha portato all’assassinio di un leader. Faremo di tutto perché un tale evento non si ripeta. La nostra responsabilità e il nostro dovere è di preservare e proteggere i simboli del governo democratico in Israele e i suoi leader”.

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