Erdogan fa il duro con l’Occidente, espulsi 10 ambasciatori

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Erdogan
(foto it.wikipedia.org)

Erdogan fa il duro con l’Occidente e, come ultimo affondo, ordina l’espulsione di dieci ambasciatori ‘colpevoli’ di aver firmato un appello a favore di un dissidente filantropo turco, Osman Kavala, in carcere da quattro anni senza processo.

Saranno dichiarati “persona non grata” i capi missione di Canada, Francia, Finlandia, Danimarca, Germania, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Usa. Lo ha annunciato lo stesso presidente turco: “Ho detto al nostro ministro degli esteri di dichiarare non grate queste persone. Non possiamo concederci il lusso di ospitarli nel nostro paese”. E aveva aggiunto minaccioso: “Kavala è il rappresentante turco di Soros. Dieci ambasciatori si recano al ministero degli Esteri per lui: che impudenza! Impareranno a conoscere e capire la Turchia o dovranno andarsene”.

I diplomatici in questione avevano sottoscritto il 18 ottobre un appello per la liberazione di Kavala nel quarto anniversario del suo arresto, in linea con la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo.

La prima reazione occidentale è venuta da David Sassoli, presidente del Parlamento europeo (“Deriva autoritaria, non ci intimidisce”) ma presto non mancheranno le altre, soprattutto quella americana in un momento in cui le relazioni tra Washington e Ankara continuano a non segnare buon tempo. Le cancellerie occidentali comunque si interrogano sulle vere ragioni della mossa del presidente turco. La decisione di Erdogan arriva infatti alla vigilia del G20 che si terrà a Roma a fine mese ed a cui parteciperà anche la Turchia. Un’occasione che Erdogan sperava di cogliere per avere un colloquio personale con il presidente americano Joe Biden, anche lui a Roma. Ma l’espulsione degli ambasciatori occidentali, tra cui quello americano, sembra destinata a far naufragare il suo intento. E allora perchè?

Osman Kavala, imprenditore turco, difensore dei diritti umani, è un filantropo in carcere in Turchia dal novembre 2017 senza essere stato condannato. È accusato di spionaggio e di aver partecipato alle manifestazioni antigovernative del 2013 al Gezi Park di Istanbul. Kavala ha respinto ogni addebito.

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