Eitan deve tornare in Italia

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Eitan Biran deve tornare in Italia.

Il piccolo che è unico sopravvissuto della tragedia del Mottarone in cui perse madre e padre, dovrà tornare in Italia dalla zia paterna Aya Biran cui la magistratura italiana lo aveva affidato.

Questa la sentenza del Tribunale della Famiglia di Tel Aviv ma Eitan non potrà lasciare Israele prima di un mese, il tempo necessario per l’esame dell’eventuale ricorso – già peraltro annunciato – del nonno paterno Shmuel Peleg. Il mese scorso il nonno di Eitan, in Italia indagato per sequestro di persona, aveva portato il bambino in Israele, partendo da Lugano, dove era giunto con un’auto presa a nolo, con un jet privato atterrato poi a Tel Aviv. La zia paterna si era subito rivolta al tribunale della Famiglia di Tel Aviv perchè il bambino fosse riportato subito in in Italia in base alla convenzione dell’Aja. Oggi la prima sentenza ma il nonno non si dà pace e anticipa il ricorso affermando che la intende continuare la battaglia “nell’interesse di Eitan e del suo diritto a vivere e crescere in Israele, come i suoi genitori”.

Per ora le sue tesi non sono state accolte: nè quella di Israele come luogo normale di vita del piccolo Eitan, nè che suo nipote abbia due luoghi di abitazione. “Con l’arrivo in Israele il nonno – ha proseguito la giudice, secondo quanto ricostruito da Open – ha allontanato il minore dal luogo normale di vita. Un allontanamento contrario al significato della Convenzione dell’Aja e che, così facendo, ha infranto i diritti di custodia della zia sul minore stesso”. Accogliendo con soddisfazione la decisione del tribunale i legali della zia paterna di Eitan, Aya, hanno commentato: “Crediamo che in questo caso non ci siano né vincitori né vinti. C’è solo Eitan e tutto quello che chiediamo è che torni presto a casa sua, dai suoi amici a scuola, dalla sua famiglia, in particolare per la terapia di cui ha bisogno”.

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