Silvio non e’ Fini, meglio caimano che fesso

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Berlusconi
(foto 3.0 Brazil | Wikimedia Commons)

Silvio gela la sinistra, “Con voi mai”, e non abbocca all’amo lanciatogli dalla stessa sinistra, che per ora sta gettando solo tanta pastoia, tramite il suo circo politico mediatico per attirare il Cav nella rete. Blandisce il Cav facendogli intravedere la possibilità di arrivare al Quirinale con un maggioranza Ursula, cioè senza il voto dei sovranisti. Lo scopo e’ chiaro, rompere il centrodestra per azzopparlo mortalmente il vista delle prossime politiche. Un sorta di clava contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni, usandolo come fecero con Fini contro di lui. Per poi mollarlo subito dopo. Ben sapendo che la candidatura di Berlusconi non verrebbe mai portata fino in fondo, magari qualche votazione con tanto di ben orchestrati franchi tiratori. Ma Berlusconi non e’ fesso, meglio allora riscoprirsi Caimano. “Forza Italia è al centro e contro la sinistra. Bipolarismo? Un valore”, va ripetendo in varie interviste. Ancora: “FI è un centro che non è equidistante, ciò comporta una scelta di campo alternativo alla sinistra, che deve trainare il centrodestra di governo”. In settimana vertice con la Lega ed i ministri. Non che il Cav non speri nel Quirinale con l’aiuto dei grandi elettori, ma per ora dissimula tutto, limitandosi a dire di volere “governare l’Italia a partire dal 2023 con un premier autorevole in grado di proseguire il lavoro di Draghi”. Poi i giochi si accenderanno alla vigilia del voto per il Colle e si chiariranno tante tattiche. Con il centrodestra chiamato alla prova. Sarà il momento della verità in vista delle prossime politiche che vengono così inevitabile ad intrecciarsi con l’elezione del prossimo capo dello Stato.

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