Lavoro, le micro-imprese calamitano i più giovani. Analisi CNA

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Lavoro giovani micro
(foto Pixabay License)

Alle micro-imprese piacciono i giovani, e viceversa. Un’attrazione che emerge da una indagine realizzata dal Centro studi CNA. L’analisi, compiuta su dati Istat, rileva che proprio le strutture con meno di dieci addetti sono quelle che in percentuale impiegano maggiormente i lavoratori della fascia di età più giovane, tra i 15 e i 29 anni. In Italia, infatti, nelle micro-imprese il 22,4 per cento dei dipendenti conta meno di trent’anni. In termini assoluti si tratta di oltre 673 mila lavoratori dipendenti. Per rendere l’idea, i loro coetanei che lavorano nelle imprese tra 10 e 49 addetti sono il 17,3 per cento del totale, vale a dire in tutto 545 mila circa. Nelle imprese tra i 50 e i 249 addetti raggiungono il 13,2 per cento (290.890 nel complesso). Nelle imprese di 250 e più addetti costituiscono il 12 per cento, fermandosi a poco più di 461 mila unità.

Contratti

Un secondo aspetto molto significativo nel rapporto tra giovani lavoratori e micro-imprese riguarda la tipologia contrattuale. Dall’analisi del Centro studi CNA si comprende come l’attrattività non sia casuale, ma risponda anche a una strategia di lungo periodo perseguita dagli imprenditori. Il 77,2 per cento degli occupati nelle micro-imprese con meno di trent’anni di età lavora con un contratto a tempo indeterminato. Nella fascia tra 10 e 49 addetti tale quota scende al 71,7 per cento e cala al 65,1 per cento tra 50 e 249 addetti e al 51 per cento da 250 addetti in su. Le micro-imprese in Italia sono poco meno di quattro milioni, cioè il 94,8 per cento della platea imprenditoriale nazionale. Gli addetti sono 7,3 milioni (il 43,2 per cento) e generano un valore aggiunto di 825,5 miliardi di euro, il 23 per cento del totale.

Agile

Nel quadro dei progetti di riorganizzazione delle imprese, la CNA valuta “un buon punto di partenza” la bozza di protocollo presentata alle parti sociali dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, sul lavoro agile. Sergio Silvestrini, segretario generale CNA, sottolinea “la volontà di Orlando di coinvolgere le parti sociali in un percorso che stimoli la contrattazione collettiva per la regolamentazione del lavoro agile”. Per CNA “la contrattazione collettiva riveste ruolo centrale. In quanto è l’unico strumento per cogliere le specificità tra i vari settori e tra le diverse caratteristiche dimensionali delle imprese”.

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