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venerdì, 19 Agosto 2022

Sudafrica “punito” per aver scoperto la variante Omicron. Mancate promesse su vaccini a Paesi poveri

La variante Omicron sta scatenando il panico in tutto il mondo. Ma il Sudafrica anziché ricevere applausi per aver scoperto la nuova variante, paradossalmente è stato punito. Una volta di più il Covid-19 penalizza i Paesi in via di sviluppo, toccati innanzitutto dalla scarsa equità nella distribuzione dei vaccini. La risposta immediata alla variante sudafricana da parte del mondo sviluppato è stata la chiusura, lo stop ai voli.

Collaborazione

“Quest’ultima tornata di divieti di viaggio – si legge in una nota del ministero degli Esteri di Pretoria – equivale a punire il Sudafrica per il suo sequenziamento genomico avanzato e la capacità di rilevare nuove varianti più rapidamente. La scienza a livelli di eccellenza dovrebbe essere applaudita e non punita. La comunità globale ha bisogno di collaborazione e partnership nella gestione della pandemia”. Parole amare e anche l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha chiesto i leader mondiali di non lasciarsi andare a reazioni istintive e ha messo in guardia contro l’imposizione di restrizioni di viaggio.

Misure

La ministra degli Esteri sudafricana, Naledi Pandor, ha dichiarato: “Mentre rispettiamo il diritto di tutti i paesi di adottare le misure precauzionali necessarie per proteggere i loro cittadini, dobbiamo ricordare che questa pandemia richiede collaborazione e condivisione di competenze. La nostra preoccupazione immediata è il danno che queste restrizioni stanno causando”. Secondo ONE, la Ong che si batte per porre fine alla povertà estrema e alle malattie prevenibili, la realtà non è stata all’altezza delle grandi promesse, a partire dall’Unione europea e dagli Stati Uniti.

Brevetti

“La scienza ci ha sempre detto che se abbiamo grandi popolazioni non protette dal vaccino, allora questo virus cambierà”. Così all’emittente DW, il direttore esecutivo di ONE, che aggiunge: “Davanti ai nostri occhi vediamo accadere una tragedia. Accumulare vaccini, non finanziare la risposta globale, non sostenere una deroga ai brevetti, tutto ciò ha portato a questa situazione. I Paesi dell’occidente sviluppato avevano un anno fa il potere di cambiare la situazione e hanno scelto di non farlo”. Bruxelles si era impegnata a donare 300 milioni di dosi di vaccino ai paesi a basso e medio reddito entro la fine del 2021. Ma finora, a poche settimane dalla fine dell’anno, quelli consegnati sono meno di un terzo. Il tutto in un rimpallo di responsabilità tra governi e società farmaceutiche.

Politica

Secondo David McNair di ONE il rischio è che i paesi sviluppati si chiudano ancora una volta, “blocchino i confini e pensino a vaccinare soltanto i loro cittadini”. Il capo della South African Medical Association ha dichiarato alla BBC che i casi riscontrati finora in Sudafrica – dove solo il 24% circa della popolazione è completamente vaccinata – non erano gravi e che le indagini sulla variante sono ancora in una fase molto precoce. Ayoade Alakija, co-presidente dell’alleanza per la consegna del vaccino dell’Unione Africana, ha detto alla BBC che i paesi sviluppati sono responsabili dell’emergere della variante. “Quello che sta succedendo in questo momento è inevitabile, è il risultato dell’incapacità del mondo di vaccinare in modo equo, urgente e rapido. L’accumulo di vaccini da parte dei paesi ad alto reddito è francamente inaccettabile. I divieti di viaggio si basano sulla politica e non sulla scienza”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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