Da venerdì 10 a mercoledì 15 dicembre 2021, il palco dell’OFF/OFF Theatre (via Giulia 19-20-21) dà il benvenuto a Gaia Aprea, protagonista dello spettacolo La Maîtresse, liberamente tratto da “Memorie di un maîtresse americana”, di Nell Kimball. La pièce, presentata da Tradizione e Turismo, Centro di Produzione Teatrale Schegge del Mediterraneo, è un racconto in prima persona della vita di Kimball, nata nel 1854 in un “podere di sassi” nell’Illinois e morta in Florida nel 1934. Una storia vera con cui Gaia Aprea si confronta nel testo da lei ridotto e diretto, con l’elaborazione musicale di Davide Pennavaria e i video in scena di Livia Ficara.

Nell Kimball cominciò la sua carriera a 15 anni in un bordello di Saint Louis e la concluse come tenutaria di case di lusso. Le sue memorie affidate nel 1932 allo scrittore Stephen Longstreet, furono regolarmente rifiutate dagli editori per la crudezza del suo linguaggio. Vennero poi pubblicate solo a distanza di quarant’anni. La voce intensa ed insolente di Nell, dal timbro un po’ roco, velata di dolcezza e brutalità, viene dal ventre dell’America e da una verità che ai tempi narrati dal libro ed anche molto dopo, nessuno poteva manifestare, se non in privato. Tratto dalle sue memorie il monologo racconta con onestà, crudezza e molta lucidità il percorso di una donna che assume su di sé il suo destino di prostituta senza soccombere mai e senza mai perdere la dignità e la stima di sé stessa.

“In un momento storico, il nostro, in cui finalmente sembra che lentamente stia affiorando nella coscienza collettiva la consapevolezza che la questione sulla parità dei diritti tra uomo e donna non è affatto risolta – spiega Gaia Aprea – mi è sembrato particolarmente interessante andare ad indagare nella vita di una prostituta del secolo scorso che ha saputo rivendicare a sé il diritto alla dignità. Una donna che per quell’epoca rappresentava un vero scandalo denuncia, con le sue memorie, l’impossibilità di prendere altre strade data la condizione di indigenza delle sue origini, ma non per questo rinuncia ad affermare la sua posizione all’interno della società stessa che la condannava. Diventando tenutaria di importanti ed eleganti bordelli, ribalta la situazione e obbliga la “parte alta della società” almeno quella maschile, a mostrasti in tutta la sua bassezza e depravazione. Il suo occhio, senza mai esprimere giudizi, si limita a raccontare, a fotografare come andavano le cose per quelli nati in basso… puttane, neri o ebrei che fossero”.

Supportato da immagini d’epoca che aprono squarci di realtà lo spettacolo è percorso da un racconto musicale che accompagna e sostiene la narrazione sino a sfociare nella nascita del jazz, nella New Orleans dei primi del Novecento.