Visita “storica”, il premier israeliano Bennett negli Emirati Arabi Uniti

0
Bennet Israele EAU
(foto da profilo FB N.Bennett)

“Ad Abu Dhabi per fare la storia”. Il tweet del premier israeliano, Naftali Bennett, per la prima volta negli Emirati Arabi Uniti, non lascia dubbi. L’incontro con principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, avviene dopo che i due paesi hanno stabilito relazioni diplomatiche lo scorso anno. Una visita “storica” e Bennet rimarca: “Sono entusiasta di essere qui. Non vediamo l’ora di rafforzare il rapporto” e “approfondire la cooperazione in tutti i campi”.

Accordi di Abramo

Il riavvicinamento tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti è stato mediato dall’amministrazione dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nell’ambito degli “Accordi di Abramo” sul Medio Oriente. Gerusalemme ha stabilito le relazioni diplomatiche con diversi paesi arabi: Bahrain, Sudan e Marocco. “In appena un anno dalla normalizzazione della nostra relazione, abbiamo già visto lo straordinario potenziale della partnership Israele-EAU. Euesto è solo l’inizio. La collaborazione e l’amicizia reciproche sono naturali. Siamo vicini e cugini. Siamo i nipoti del profeta Abramo”, ha sottolineato Bennett.

Nucleare iraniano

Il viaggio del primo ministro israeliano si svolge con sullo sfondo la difficile questione del nucleare di Teheran. Le potenze mondiali con la presidenza Biden cercano di far rivivere l’accordo con l’Iran del 2015. Secondo Bennet, con gli Accordi di Abramo si si è determinata “una nuova, profonda e solida struttura” per un’ulteriore cooperazione e la prosperità nella regione. Stiamo lavorando insieme per garantire un futuro migliore ai nostri figli”. La cooperazione Israele-Emirati Arabi Uniti è stata condannata da esponenti palestinesi. In una dichiarazione all’agenzia Reuters, Wasel Abu Youssef, dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP), ha sostenuto che la visita di Bennett “viola il consenso arabo, che dovrebbe sostenere la causa palestinese contro le sfide imposte dall’occupazione israeliana”.

Exit mobile version