La stretta di Draghi nel giorno del record dei contagi (44.000). Basterà a frenarli?

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(Foto di Engin Akyurt da Pixabay)

La stretta anti-Covid del governo Draghi per le festività natalizie è arrivata nel giorno che ha fatto registrare il boom dei nuovi contagi, 44.595 (168 morti).

Un record assoluto – ieri 36.293 – da quando quasi due anni fa è esplosa la pandemia. La data cui si fa riferimento in questo caso è il 13 novembre 2020 quando i nuovi casi furono 40.902 e più di cinquecento le vittime.

Ora la domanda è: a frenare le nuove infezioni basterà l’obbligo delle mascherine all’aperto, ed in particolare delle Fpp2 in alcuni ambiti, insieme alla chiusura delle discoteche e di tutti i locali da ballo fino al 31 gennaio (i gestori sono già sul piede di guerra), o il super green pass che diventa necessario per consumare al banco nei locali al chiuso o per visitare i musei e frequentare palestre e stadi? E ancora: a fronteggiare l’assalto di Omicron sarà efficace la riduzione della durata del certificato verde a sei mesi o a quattro per la terza dose? O contribuirà a modificare la curva la sospensione delle feste all’aperto in tutta Italia, mentre le Regioni si avviano tutte a cambiare colore, lentamente ma sembra inesorabilmente?

Quelle appena citate sono alcune tra le nuove restrizioni decise dall’esecutivo a fronte dell’escalation della pandemia. E’ vero che gli oltre 40.000 nuovi contagi registrati in Italia nelle ultime 24 ore sono la metà di quelli registrati in Francia e un terzo di quelli certificati in Gran Bretagna nello stesso lasso di tempo ma la preoccupazione a palazzo Chigi e al ministero della Salute è forte. Il risultato è stato l’approvazione in Consiglio dei Ministri del ‘decreto festività’, come reazione all’impennata del coronavirus in vista del Natale e del Capodanno, le occasioni ‘perfette’ purtroppo per gli assembramenti.

Preoccupazione e allarme destinati a durare almeno fino a quando non si verificheranno – se si verificheranno – gli effetti positivi attesi dalla nuova stretta. Un decreto che vuole fronteggiare anche l’offensiva di Omicron, la variante che è arrivata a toccare in Italia il 28,2% dei casi, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità. Sempre nelle ultime 24 ore sono stati 901.450 i tamponi processati mentre il tasso di positività è salito al 4,9% (+0,3%). E’ proseguita anche la crescita dei ricoveri ordinari: 178 in più rispetto a ieri (+163) per 8.722 complessivi. In crescita le terapie intensive: 1.023 i pazienti (+13 rispetto a ieri) con 93 ingressi al giorno. Sono invece 430.029 gli attualmente positivi, 27.300 in più rispetto a ieri. Dall’inizio della pandemia i casi totali sono 5.517.054 e i morti 136.245. I dimessi e i guariti sono invece 4.950.780 , con un incremento di 17.117 rispetto a ieri.

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