Dai medici di famiglia decalogo di precauzioni contro Omicron. Il vaccino resta decisivo

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Medici
(foto Ashkan Forouzani on Unsplash)

Consigli dei medici di famiglia per contrastare la variante Omicron. La Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) aggiorna le norme di comportamento per fronteggiare la quarta ondata della pandemia. I medici di famiglia sono da sempre in prima linea, vere sentinelle della salute. Ma il mix tra l’elevata contagiosità di Omicron e l’alta aggressività di Delta propone uno scenario sostanzialmente nuovo. Stanno crescendo le preoccupazioni dei sanitari per l’aumento vertiginoso dei nuovi casi di Covid-19, a cui possono seguire ricoveri ospedalieri e decessi.

Corsa

Si assiste a una corsa al tampone in tutte le regioni, senza che vi sia sempre un’offerta corrispondente. Il tracciamento è saltato e chi ha avuto l’immunità grazie all’infezione da Delta può essere reinfettato da Omicron. In questo quadro, segnala SIMG, i vaccini restano la migliore arma di difesa, purché con tre dosi. Sul territorio il medico di famiglia resta il riferimento per l’informazione, la segnalazione precoce, l’avvio del tracciamento e per garantire la necessaria indispensabile assistenza. L’attività domiciliare e all’interno degli studi medici è inevitabilmente critica e deve svolgersi in rigorosa sicurezza.

Indicazioni

“Vogliamo offrire indicazioni chiare e autorevoli sia alla popolazione che ai medici di famiglia – sottolinea il professor Claudio Cricelli, presidente SIMG –. L’elevata contagiosità di Omicron, anche a fronte di sintomi apparentemente più lievi, provoca un impatto epidemiologico oltreché clinico”. I medici di medicina generale sono “i primi che possono intervenire per appiattire la curva, rallentando i contagi. Tuttavia, il carico di lavoro complessivo è enorme, poiché devono seguire anche tutte le altre patologie”.

Studi medici

SIMG invita i pazienti a frequentare gli studi medici solo per reali necessità non differibili e, in caso, evitando affollamenti in sala di attesa e all’ingresso. Per le ricette si può ricorrere a telefono o mail, così come per la trasmissione di risultati di accertamenti diagnostici e consulenze. In caso di sintomi anche lievi che possano far pensare al Covid è necessario isolarsi e contattare tempestivamente il proprio medico, il cui consulto è indispensabile prima di intraprendere qualsiasi iniziativa personale.

Programmato

L’accesso agli studi medici deve essere programmato e limitato ai soli pazienti muniti di mascherina e dopo igienizzazione delle mani. Ancora meglio se si possano attivare sistemi di rilevazione della temperatura. La distanza in sala d’attesa tra ogni individuo deve essere deve essere superiore a 2 metri e la permanenza non deve superare i 15 minuti. Altre prassi da adottare sono una frequente areazione dei locali, la disinfezione di tutte le superfici, l’uso di mascherine FFP2 e schermature.

Vulnerability index

I pazienti con sintomi sospetti o confermati con Covid-19 devono essere gestiti a distanza nei limiti del possibile e in caso di visita domiciliare devono essere adottate scrupolosamente misure precauzionali. In attesa di approvazione da parte delle autorità competenti di nuovi antivirali, i medici di famiglia hanno un ruolo fondamentale nell’indirizzare i pazienti vulnerabili alla somministrazione degli anticorpi monoclonali, unico strumento terapeutico oggi a disposizione. La gestione di qualunque paziente deve iniziare con la valutazione immediata dell’indice di fragilità (vulnerability index) per l’inizio del trattamento entro 5 giorni, e comunque non oltre 10 giorni dall’inizio dei sintomi.

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