Obbligo di vaccino per gli over 50. Record dei nuovi casi, 190.000, e 231 morti

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(foto governo.it)

Non è un obbligo vaccinale generalizzato ma ci si avvicina molto.

Dopo una tesissima riunione di due ore e mentre il bollettino odierno della pandemia spargeva una cappa di apprensione nel paese scandendo cifre preoccupanti – 189.109 nuovi contagi, il record dei record dall’inizio di questa tragedia, e 231 morti – il governo ha licenziato un nuovo decreto anti-Covid che rende obbligatorio il vaccino per tutti i cittadini italiani, al lavoro o pensionati, che al 15 febbraio 2022 abbiano compiuto i 50 anni.

In particolare gli over 50 potranno andare al lavoro solo se immunizzati o guariti dal Covid. Un compromesso al termine di uno scontro in consiglio dei ministri tra i ‘rigoristi’ che avrebbero voluto ampliare l’obbligo per fasce d’età (fino a trasformarlo in un obbligo generalizzato e quindi senza nessuna distinzione in base all’anagrafe), e l’altra metà del governo meno favorevole agli obblighi in generale. Per dirla tutta, tra Il Pd, Iv e Leu da una parte e la Lega e i grillini dall’altra. Con Draghi nel mezzo: un premier favorevole a restrizioni più estese (“Interveniamo per evitare ospedalizzazioni e morti”) ma costretto per il suo ruolo a cercare di mettere d’accordo le due ali del suo esecutivo riuscendo alla fine nell’impresa di indurre tutti i suoi ministri a dire ‘sì’, tra ultimatum e minacce di astensione, ad un accordo che ha accontentato le due anime.

Un decreto passato quindi all’unanimità che però non ha impedito al premier di far trapelare, al termine, la sua irritazione per i contenuti e i modi del confronto che si è sviluppato tra i due schieramenti nella riunione di governo, e in un momento così delicato. Costretta ad accettare alla fine la vaccinazione obbligatoria per gli over 50, la Lega ha incassato la modifica della norma che voleva introdurre l’obbligo del super green pass per accedere ai servizi o entrare nei negozi. Anche qui la maggioranza si era divisa, il testo definitivo del nuovo decreto stabilisce che per andare in banca, dal parrucchiere o alle Poste basterà il pass base.

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