Morto a 102 anni Sergio Lepri, storico direttore dell’Ansa. Maestro del giornalismo italiano

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Lepri
(foto quirinale.it)

È morto a 102 anni Sergio Lepri, storico direttore dell’Ansa. Aveva guidato l’agenzia di stampa dal 1962 al 1990. Nato a Firenze nel 1919, laureato in filosofia, dopo l’8 settembre del 1943 entrò nella Resistenza prima col Partito d’Azione, poi col Partito Liberale. La sua è stata una vita dedicata al giornalismo. La prima esperienza risale al 1943, nel giornale clandestino del PLI fiorentino, L’Opinione. Nel 1945 entrò nella redazione del quotidiano La Nazione del popolo, organo del CLN toscano, dove divenne giornalista professionista. Ci lavorò fino al 1956, giungendo a essere redattore capo di quello che era diventato il Giornale del Mattino.

Fanfani

Nel 1957 diventa portavoce di Amintore Fanfani e nel 1958-59 capo del Servizio stampa della presidenza del Consiglio. Dopo aver lasciato l’Ansa è stato docente di Linguaggio dell’informazione nella scuola di giornalismo della Luiss. Molti i riconoscimenti e le onorificenze, tra cui la nomina a Cavaliere di Gran Croce. Per festeggiare i suoi 100 anni, il 24 settembre del 2019, l’Agenzia organizzò un forum con i due direttori che gli sono succeduti, Giulio Anselmi e Luigi Contu. “Il privilegio di un serio giornalismo è quello di non schierarsi. Io sono arrivato al giornalismo alla fine della guerra. Giovani come me decisero di fare il giornalista perché era uno strumento per arricchire il patrimonio informativo di tutti. Strumento di conoscenza, di democrazia e libertà, come servizio”, rimarcò nell’occasione Lepri.

Manuali

Contu, attuale direttore dell’Ansa, ha ricordato che quando Lepri assumeva un redattore gli diceva: “Senta non le chiedo per chi vota, non me lo faccia capire da quello che scrive…”. Lepri lascia anche una eredità fatta di manuali e libri dedicati alla professione e al mondo dei media. Dall’ormai mitico “Manuale di linguaggio giornalistico”, edito da Etas, a “News, manuale di linguaggio e di stile per l’informazione scritta e parlata”, del 2011 per Rizzoli.

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