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lunedì, 28 Novembre 2022

Koala a rischio estinzione. Emergenza in Australia per proteggere il tenero marsupiale

Koala a rischio estinzione. Gli iconici ‘orsetti’ australiani sono in pericolo e il ministro dell’Ambiente, Sue Ley, ha annunciato di aver innalzato il livello di salvaguardia della specie. Allarme particolare nell’est del paese, devastato negli ultimi anni dagli incendi boschivi legati ai cambiamenti climatici. I roghi hanno aggravato una situazione già difficile per l’habitat dei koala dovuta a disboscamento e siccità. Pesante anche la minaccia delle malattie.

Crollo

Le stime mostrano che il numero di koala è crollato da 185 mila nel 2001 a 92 mila nel 2021. Nel 2012 il simpatico e tenero marsupiale, simbolo riconosciuto a livello mondiale dell’Australia e della sua fauna peculiare, era già stato definito specie vulnerabile. Il WWF Australia ha accolto favorevolmente le nuove misure, affermando che i koala e il loro ambiente nelle foreste di eucalipti dovranno ricevere una maggiore protezione. “Non avremmo mai dovuto permettere di arrivare a questo punto – rileva il gruppo ambientalista IFAW Australia -. Ora siamo a un passo fondamentale per invertire il declino delle popolazioni di koala”.

New South Wales

I conservazionisti puntano il dito anche sui disboscamenti per fini agricoli, espansione edilizia e estrazione mineraria nel Queensland e, in particolare, nel New South Wales dove il calo dei koala ha raggiunto il 41%. Un’indagine ha rilevato che i koala nel New South Wales si potrebbero estinguere entro il 2050 a meno di un’azione urgente. La popolazione di koala dell’intera Australia è poi stata colpita da una epidemia di clamidia, malattia a trasmissione sessuale che può portare all’infertilità e si è diffusa a metà degli animali presenti in alcune aree.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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