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sabato, 20 Aprile 2024

Etiopia, la grande diga sul Nilo inizia a produrre elettricità. I timori di Egitto e Sudan

GERD (Grand Ethiopian Renaissance Dam), la grande diga sul Nilo Azzurro in Etiopia, ha iniziato a produrre energia elettrica. In poco più di dieci anni il progetto, partito nel 2011, ha raggiunto la prima fase di completamento. La diga, lunga 1.800 metri e alta 145, alimenterà la più grande centrale idroelettrica d’Africa, la settima al mondo. Addis Abeba la definisce la diga del Millennio, del Rinascimento dell’Etiopia.

Nuova era

Il primo ministro etiopico, Abiy Ahmed, ha tagliato il nastro per l’avvio della prima delle 13 turbine dell’impianto, che ha cominciato la produzione di energia. “D’ora in poi – ha detto Abiy – nulla più fermerà l’Etiopia. Oggi nasce una nuova era, tutti gli etiopi sono felici”. L’infrastruttura è cruciale per i progetti di crescita economica di Addis Abeba, fornirà energia per oltre 5 mila megawatt a 65 milioni di persone. Ma le preoccupazioni degli altri Paesi della Valle del Nilo, Egitto e Sudan, sono forti. L’acqua del maestoso fiume africano, tradizionalmente considerato il più lungo del mondo, è decisiva per la sorte di tutti i paesi che attraversa. Il Cairo teme per il flusso d’acqua del fiume a cui dalla notte dei tempi si affida, quasi interamente, per le sue esigenze idriche.

Webuild

Dieci anni di negoziati non sono serviti a trovare l’accordo. L’Etiopia ha proceduto in via unilaterale, ma il premier Abiy nel giorno dell’inaugurazione ha voluto sottolineare: “Questa è una buona notizia per il nostro Continente e per i paesi a Valle, con cui aspiriamo a collaborare. La missione di Abbay (il nome in amarico del Nilo Azzurro) di ‘nutrire’ il nostro paese e di gratificare i nostri vicini continua”. La diga, costata 4,2 miliardi di dollari, è stata realizzata come appaltatore principale dalla società italiana Webuild. Molto lavoro resta da fare e per completare la centrale idroelettrica, segnala l’ingegnere capo Kifle Horo: “Ci vorranno da due anni e mezzo a tre”.

Siccità

Il bacino serbatoio della diga può contenere 74 miliardi di metri cubi di acqua. Una dimensione che spaventa l’Egitto, Paese di circa 100 milioni di abitanti e dipendente dal Nilo per il 97% dell’approvvigionamento idrico. Al momento i colloqui sponsorizzati dall’Unione Africana non hanno prodotto progressi. Il governo etiopico insiste sul fatto che la diga trasformerà l’economia nazionale, oggi messa a dura prova dalla guerra civile con la regione autonomista del Tigray e dalla siccità. L’Etiopia è alle prese con la peggiore siccità degli ultimi 30 anni. Quasi 7 milioni di persone hanno bisogno di aiuto urgente.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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