Ucraina, apartheid tra i profughi. Respinti studenti africani in fuga dal conflitto. L’Unione Africana protesta

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(foto schermata FRANCE 24)

Incubo nell’incubo. Al disastro della guerra contro l’Ucraina fa da spaventoso corollario la conferma della piaga del razzismo nell’ex Europa dell’Est. Alla frontiera ucraino-polacca sono stati respinti gli studenti africani che cercano di sfuggire all’invasione russa. Immediata la levata di scudi del Presidente dell’Unione Africana e Presidente della Repubblica del Senegal, Macky Sall, e del Presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, turbati dalle notizie secondo cui ai cittadini africani viene negato il diritto di attraversare il confine in sicurezza.

Colore

Anche la Nigeria e il Sud Africa hanno espresso allarme per le notizie secondo cui ai loro cittadini è stato impedito di lasciare l’Ucraina. Alla stazione ferroviaria di Lviv, i reporter di FRANCE 24 ha incontrato studenti africani respinti al confine con la Polonia. Apartheid del profugo. Una situazione allucinante, che richiama le tristi immagini di alcuni mesi fa quando Varsavia mobilitò le forze che si resero responsabili di una vera e propria caccia all’uomo contro i migranti che cercavano scampo dalla Bielorussia. Ora si scelgono i rifugiati sulla base del colore della pelle. Una vergogna senza nome.

Razzisti

I Presidenti Macky Sall e Moussa Faki Mahamat ricordano che “tutte le persone hanno il diritto di attraversare i confini internazionali durante il conflitto, indipendentemente dalla loro nazionalità o identità razziale”. E proseguono: “I resoconti secondo cui gli africani sono stati respinti sono drammaticamente razzisti e violano il diritto internazionale. Esortiamo tutti i Paesi a rispettare a mostrare la stessa empatia e sostegno a tutte le persone che fuggono dalla guerra nonostante la loro identità razziale. Gli studenti che hanno riportato le loro testimonianze a FRANCE 24 affermano di essere stati respinti dalle guardie di frontiera ucraine mentre tentavano di entrare in Polonia. Altro che Europa!

KKK

“Ci hanno hanno detto che i neri non erano ammessi”, racconta disperato Moustapha Bagui Sylla, studente della Guinea fuggito da Kharkiv non appena sono iniziati i bombardamenti. Uno studente nigeriano ha detto che il suo gruppo, che includeva anche delle donne, è stato escluso dal posto di frontiera, mentre i bianchi sono stati lasciati passare. “Ci stanno respingendo, solo perché siamo neri”. Il capo dei vigilanti ucraini con incredibile faccia tosta, degna di un assatanato razzista del KKK, invece di scusarsi, sbeffeggia: “Forse hanno tentato di saltare la fila”. Roba da non credere! Il governo nigeriano ha consigliato ai suoi cittadini che lasciano l’Ucraina di dirigersi verso l’Ungheria o la Romania, invece che verso la Polonia. Non ci si può nascondere dietro un dito: l’Unione Europea deve vigilare anche su vergogne di questo tipo.

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