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domenica, 3 Luglio 2022

Opibus: la mobilità elettrica parte dal Kenya

Alle volte i sogni imprenditoriali diventano realtà. Così è successo tra Svezia e Kenya, due realtà così lontane e così diverse, eppure la startup Opibus le ha unite in un progetto di mobilità elettrica che sta attirando capitali da tutto il mondo. Primo interessato fra tutti il colosso dei trasporti urbani Uber. Con sede a Nairobi, Opibus dà nuova vita ai vecchi veicoli convertendoli per farli funzionare con motori elettrici. A partire dai 4×4, la portata dell’azienda si è estesa al trasporto pubblico con conversione di autobus. Intanto le sue moto elettriche, progettate e prodotte in Kenya, hanno attirato l’attenzione dell’app di ride-hailing più famosa al mondo e di tutta la Silicon Valley.

Turismo

Opibus ha le sue radici nella ricerca degli studenti dell’Università di Linköping Filip Gardler, Mikael Gånge e Filip Lövström, il cui progetto prevedeva l’identificazione dei luoghi in cui la mobilità elettrica avrebbe potuto avere il maggiore impatto possibile. I tre colleghi hanno individuato il Kenya e fondato Opibus nel 2017, iniziando la loro attività convertendo veicoli da turismo per safari. “Abbiamo sempre conosciuto il potenziale commerciale (della conversione elettrica)”, afferma il CEO Filip Lövström, aggiungendo che è stato facile convincere i tour operator di safari dei vantaggi dei 4×4 silenziosi che viaggiano su percorsi circolari e ritornano allo stesso punto di ricarica.

Costi

Da allora, Opibus – che è nata il Svezia ma è stata ‘disegnata’ in Kenya – ha convertito 4×4 per l’uso nel mining e in altri ruoli di utilità. Il processo non è economico: i prezzi partono da poco meno di $ 40.000 per convertire un Toyota Land Cruiser e una Land Rover. Il processo di conversione dura da 10 a 14 giorni e coinvolge parti provenienti da tutto il mondo. Ma, sostengono i fondatori, i vantaggi superano la spesa e gran parte del costo viene recuperato nella capacità elettrica del veicolo ‘nuovo’. Il Kenya, la più grande economia dell’Africa orientale e un paese in cui oltre il 90% dell’elettricità prodotta internamente proviene da fonti rinnovabili, rappresenta una solida piattaforma per la mobilità elettrica pulita.

Prestazioni

La società di ricerche di mercato britannica Euromonitor International tuttavia ha manifestato preoccupazione proprio sui benefici elettrici e sui costi elevati di queste operazioni di riconversione. Il prezzo è una barriera all’ingresso, ma lo sono anche le infrastrutture. “Affinché il lancio dei veicoli elettrici abbia successo (in Kenya), è necessaria una grande fornitura di unità di ricarica, sia pubbliche che private, per prevenire l’ansia da autonomia. Ciò, a sua volta, richiederà ingenti investimenti nell’aggiornamento delle unità di distribuzione dell’elettricità nelle case e nelle aziende”, spiegano i consulenti di E. I. L’uso di veicoli elettrici per il trasporto pubblico supera in una certa misura l’ansia da autonomia e i problemi delle infrastrutture di ricarica. Un operatore di autobus sa quante miglia percorrerà in un giorno, quale percorso e dove si fermerà. Così le unità di tariffazione possono essere pianificate di conseguenza.

Autobus

Opibus prevede di produrre l’autobus elettrico per il mercato panafricano nel 2023. E forse lo farà anche la concorrenza. Un’altra startup con sede in Kenya, BasiGo, ha annunciato di poter avviare il proprio programma pilota di autobus elettrici. Gli autobus sono il cuore della mobilità africana. Oltre 1 milione di autobus percorrono le strade del continente, fornendo la soluzione di trasporto quotidiano più conveniente e accessibile per la maggior parte dei cittadini africani. Ma questi mezzi pubblici consumano anche oltre 1 miliardo di litri di carburante diesel ogni anno. I motori diesel sono una delle maggiori fonti di emissioni di CO2 che portano alla devastazione climatica del Pianeta. Man mano che le città crescono, tutti avremo bisogno di una rivoluzione del trasporto sostenibile, non solo in Africa. Dove sembra che siano anni luce avanti a noi.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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