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lunedì, 3 Ottobre 2022

Guerra Ucraina, Kiev pronta a parlare ma non ad arrendersi. Mosca mette nel mirino forniture di armi

Kiev è pronta a negoziare, ma “non si arrenderà né accetterà alcun ultimatum”. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, di fronte alle richieste “inaccettabili” avanzate dalla Russia, ha rimarcato: “Continueremo a combattere“. Nel corso di una triangolazione telefonica, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno confermato al presidente russo Vladimir Putin la richiesta di accettare un cessate il fuoco immediato.

Sforzi

“La conversazione fa parte degli sforzi internazionali in corso per porre fine alla guerra in Ucraina”, ha rilevato il portavoce del cancelliere tedesco. Secondo il Cremlino, Putin ha informato i due leader europei sullo stato dei negoziati e ha risposto alle loro preoccupazioni sulla situazione umanitaria in Ucraina. La Russia ha accusato l’Ucraina di rifiutare quasi tutte le sue offerte per fornire corridoi umanitari. I tre hanno deciso di continuare a tenersi in contatto. Mosca ha messo nel mirino i rifornimenti di armi all’Ucraina. “Le truppe russe potrebbero prendere di mira le forniture di armi occidentali”, ha detto il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov. “L’invio gonfiato e orchestrato di armi – ha ammonito – non è soltanto una mossa pericolosa, è una mossa che trasforma questi convogli in obiettivi legittimi”.

Orsini

Proprio sul tema delle armi si è accesa da noi una polemica sulla presa di posizione del professor Alessandro Orsini, Direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS. Netta la presa di distanze della Confindustria, che amministra l’ateneo privato romano, ma molti anche gli attestati di solidarietà al docente. “Se noi diamo le armi agli ucraini – aveva detto professore, intervenendo a Piazzapulita – possiamo in qualche modo scaricarci la coscienza, ma il punto fondamentale è che noi italiani non dobbiamo sentirci in colpa se non diamo le armi agli ucraini. Noi dobbiamo sentirci in colpa per aver indotto gli ucraini a credere che li avremmo difesi in caso di un attacco della Russia. Questo è il nostro senso di colpa”. Parole che inducono a riflettere, ma il ragionamento appare l’ultima spiaggia nel clima da derby che pervade i media italiani.

Firenze

Manifestazioni per la pace si sono svolte in varie città europee. A Firenze, il sindaco Dario Nardella ha organizzato #CitiesWithUkraine, con più di 100 città in tutta Europa insieme per l’Ucraina. In video collegamento il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. 17 rintocchi di campana hanno scandito i 17 giorni di una guerra che ha costretto famiglie, donne e uomini ucraini a lasciare le loro case, la loro terra. Le città dell’Europa hanno chiesto, con una sola voce, la fine del conflitto.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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