Crisi energia, Di Maio impegnato a diversificare approvvigionamenti. Transizione green, ma subito più gas e petrolio

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(foto profilo FB L.Di Maio)

La transizione verde è, in prospettiva, l’unica soluzione per la sicurezza energetica dell’Italia. Nel frattempo, per rispondere all’emergenza innescata dalla crisi ucraina, “dobbiamo aumentare la produzione di petrolio e gas. Immediatamente. Tempi straordinari richiedono misure straordinarie”. Non ha dubbi il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, alfiere in giro per il mondo dell’impegno per la sicurezza energetica nazionale.

Sinergia

Il responsabile della Farnesina negli ultimi giorni, in sinergia con ENI e con il suo Ad Claudio Descalzi, ha condotto missioni in Algeria, Qatar, Angola e Congo. “Il tema della transizione energetica ha assunto una rilevanza e un’urgenza ancora maggiori”, ha detto nel suo intervento alla XIII Conferenza congiunta Maeci-Banca d’Italia. “Alla trasformazione economica si somma l’esigenza di garantire la sicurezza energetica” e la “diversificazione si impone per affrancarci dal mercato russo, da cui importiamo il 40% del fabbisogno di gas”. Diversificazione, ha rimarcato Di Maio, che era già partita nel 2020 con il gasdotto Tap. Allo stesso tempo l’Italia sta negoziando un memorandum d’intesa con Algeria e Libia sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e con la Tunisia sull’idrogeno verde.

Fossili

In Europa, grazie al continuo raccordo con il ministro della Transizione ecologica Cingolani, è stato possibile fare progressi sui meccanismi di solidarietà per il gas naturale. Con ipotesi di acquisti collettivi e sistemi di stoccaggio comune. In ogni caso, per Di Maio, la transizione verde è l’unica soluzione per la sicurezza energetica e per la libertà del nostro Paese dai condizionamenti derivanti dalla dipendenza dalle fonti fossili. “In questa prospettiva, gli sforzi nazionali si iscrivono nella cornice delineata a livello europeo. Dal Green Deal al pacchetto di misure ‘Fit for 55’. L’Europa ha messo in campo una serie di strumenti per un futuro sostenibile e a zero emissioni, con l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050”.

Tetto

Intanto, nel giro di due mesi l’Italia aumenterà le sue importazioni di gas da Qatar, Algeria, Repubblica del Congo e Angola. Di Maio non esclude per il prossimo inverno una situazione “addirittura migliore e che ci potrebbe permettere di resistere ai ricatti di Mosca”. Se è indispensabile che Bruxelles imponga “un tetto massimo al prezzo del gas mentre si cercano alternative”, l’Italia è in prima fila nella diplomazia climatica ed energetica nel Mediterraneo e in Africa.

Green

Nella regione mediterranea la visione dell’Italia, rimarca Di Maio, “si fonda sul valore inclusivo dell’energia quale bene comune, sulla ricerca di soluzioni cooperative per un accesso equo, regolato e sostenibile alle risorse. Sulla diversificazione delle fonti, l’interconnessione delle infrastrutture, il potenziamento delle tecnologie innovative e la resilienza ambientale”. A “Mezz’ora in più”, il ministro degli Esteri ha anche parlato di un “partenariato a tutto campo con il Continente africano. Abbiamo intrapreso azioni volte a rafforzare ulteriormente la collaborazione con l’Africa nel settore ‘green’. A cominciare dal finanziamento di progetti di formazione e capacity building in energie rinnovabili, transizione energetica e miglioramento dei servizi di base”.

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