Putin duro, “Libereremo il Donbass”. Zelensky, chi non ci aiuta è complice

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(foto profilo Twitter President of Russia)

Vladimir Putin non accenna ad ammorbidire la sua posizione: il “nobile obiettivo di liberare il Donbass per proteggerlo” – ne è sicuro – sta per essere raggiunto e quanto alle sanzioni dell’Occidente avverte: “nessuno pensi di poter isolare un paese come la Russia”, men che meno – affonda – l’Europa che continua ad essere “sotto schiaffo” da parte degli Stati Uniti…

Gli ucraini? Per Putin “sono loro che hanno spinto i negoziati in un vicolo cieco. Sono loro che hanno creato difficoltà a portarli a un livello accettabile e l’operazione andrà avanti finché non ci saranno negoziati accettabili”. Il presidente russo ha parlato così, per niente accomodante – tanto da bollare come un ‘fake’ le atrocità attribuite all’esercito russo in Ucraina e i cadaveri di civili riversi per le strade di Bucha – dopo aver incontrato il presidente bielorusso Lukashenko. Da parte sua, nelle stesse ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha continuato ad incalzare l’Europa perchè decida uno stop al gas russo e per chiedere più armi.

Nell’incontro con il presidente bielorusso lo zar de Cremlino ha detto chiaro e tondo che la Russia non si chiuderà e che è impossibile isolarla. nello stesso tempo il suo paese “è pronto a cooperare con tutti i partner che lo desiderano”. “Non abbiamo intenzione di chiuderci – ha assicurato – è totalmente impossibile nel mondo moderno isolare rigorosamente qualcuno e completamente impossibile isolare un Paese così grande come la Russia. Quindi lavoreremo con i partner che vogliono interagire”. “Quello che stiamo facendo è aiutare le persone, salvare le persone da una parte, e dall’altra stiamo lavorando per assicurare la sicurezza della Russia” ha sottolineato parlando dell'”operazione militare speciale” condotta da Mosca in Ucraina, secondo quanto riporta Interfax. “Ovviamente non avevamo scelta, questa è la decisione giusta”.

A distanza la versione di Zelensky che torna sulle atrocità attribuite all’armata russa e avverte gli alleati: chi non ci aiuta è complice. Il presidente ucraino non ha dubbi: “Presto sarà necessario un maggiore supporto militare. Le vite degli ucraini si stanno perdendo, vite che non possono più essere restituite. E questa è anche responsabilità di coloro che ancora conservano nel proprio arsenale le armi di cui l’Ucraina ha bisogno. Responsabilità che rimarrà per sempre nella storia. Se avessimo jet, veicoli corazzati pesanti, artiglieria – ha aggiunto Zelensky – saremmo in grado di porre fine a questa guerra”. Rivolto al parlamento lituano il presidente ucraino ha riferito che nelle aree occupate e poi liberate dell’Ucraina “il lavoro continua per registrare e indagare sui crimini di guerra commessi dalla Russia”. “Quasi ogni giorno vengono trovate nuove fosse comuni. Migliaia di vittime – ha elencato – centinaia di casi di brutali torture, si trovano ancora cadaveri nei tombini e negli scantinati. Corpi legati e mutilati, centinaia di orfani, sono stati denunciati centinaia di stupri, tra cui ragazze minorenni e bambini molto piccoli e persino neonati”. 

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