“Questo riarmo è una follia” dice Conte ancora all’attacco di Draghi (che lo snobba)

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(foto da sito governo.it)

Snobbato da Draghi al quale aveva chiesto di presentarsi in Parlamento per riferire sulla guerra in Ucraina prima della sua visita alla Casa Bianca, Giuseppe Conte non ci sta e in una lunga diretta su Instagram attacca ancora il premier sia sulle armi a Zelensky (“Questa corsa al riarmo è una follia”) sia su altri temi come il superbonus al 110% – bandiera grillina ‘bocciata’ dal premier – o sul termovalorizzatore a Roma (“E’ stato un ricatto”), voluto fortemente invece dall’alleato Pd.

Insomma per Conte quando si toccano i valori fondanti dei grillini non si può chiedere al Movimento di firmare “una cambiale in bianco” al governo…E poi con maggiore chiarezza spiega: “Noi non possiamo venir meno ai nostri valori, noi sosteniamo lealmente governo, non siamo al governo per ambizioni personali, noi saremo a governo solo a queste condizioni”. “I commentatori dicono che noi siamo cattivi e che creiamo fibrillazioni. A noi di qualche posto in più non interessa nulla: quando sono uscito da Chigi – sottolinea Conte – sono uscito con il sorriso”.

“Le nostre posizioni sono di grande responsabilità ma veniamo trattati, da disturbatori, da molestatori” lamenta il leader M5s in riferimento alla richiesta a Draghi di chiarire subito in Parlamento la linea italiana sulla guerra in Ucraina (il premier ha fissato quest’appuntamento per il 19 maggio, dopo l’incontro con Biden, ndr). L’ex-premier si dice “meravigliato” del fatto che “non ci sia stata la possibilità del premier di passare in Parlamento prima di viaggi importanti come Washington o Kiev”. Meravigliato perchè – fa notare Conte – quando c’era lui a palazzo Chigi, “come durante la pandemia”, “c’è sempre stato un trasparente confronto…”.

“L’Italia non è in condizioni di affrontare il riarmo, non abbiamo risorse finanziare e non abbiamo la voglia e la vocazione per primeggiare sulle spese militari. Lo abbiamo detto da subito, a caldo. Questo conflitto non si risolve con la corsa al riarmo, è una follia. Abbiamo bisogno di risorse per migliorare la qualità della vita dei cittadini” incalza Conte che subito precisa di non voler concedere “nessuna giustificazione all’aggressione russa”. Era quindi importante, spiega, “dare pieno mandato al premier Draghi”, poi però “sono passati 70 giorni di guerra e di carneficina… Ora la prospettiva concreta è quella dell’escalation militare”: Sulle armi all’Ucraina la posizione M5s “è molto chiara: secondo noi non ci può essere la prospettiva di una svolta per questo conflitto bellico se non iniziamo a dire no a un’escalation militare e sì a un’escalation diplomatica”. Il leader M5s è certo di interpretare l’opinione della maggioranza degli italiani: “la stragrande maggioranza dei cittadini vuole la pace e vuole sentir parlare di negoziato. Il negoziato non si può fare se concentriamo gli sforzi per un’escalation militare. Se qualcuno poi vuole sconfiggere la Russia – conclude – dobbiamo dire che è un obiettivo pericoloso che rischia di trascinarci in un conflitto planetario”.