Alpini, molestie all’Adunata nazionale di Rimini. Ma per le ‘penne nere’ non sono farina del loro sacco

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Alpini
(foto account FB Adunata Nazionale Alpini)

Ragazze nel mirino a Rimini mentre era in corso la 93esima Adunata Nazionale degli Alpini. Palpeggiamenti, avances, cat-calling; le cosiddette molestie da strada. Una lunga la serie di segnalazioni ha fatto il giro dei social ed è stata raccolta dei media. Inevitabile il discredito per le ‘penne nere’. L’Associazione Nazionale Alpini (ANA) è subito corsa ai ripari, prendendo le distanze. Tuttavia, non senza il classico “ma”…

Incivili

Per l’ANA si tratta di episodi da cui prendere “ovviamente le distanze, stigmatizzandoli. Comportamenti incivili che certo non appartengono a tradizioni e valori che da sempre” il mondo degli alpini “custodisce e porta avanti”. Al tempo stesso, “però” l’Associazione “sottolinea che, dopo gli opportuni accertamenti, risulta che alle Forze dell’ordine non sia stata presentata alcuna denuncia”. Inoltre, “quando si concentrano centinaia di migliaia di persone per festeggiare, è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione”. Episodi che “non possono certo inficiare il valore dei messaggi di pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria che sono veicolati da oltre un secolo proprio dall’Adunata”.

Taroccato

E poi, a Rimini c’erano sì oltre 75mila penne nere provenienti da tutto il mondo, come pure fa notare l’ANA “centinaia, se non migliaia, di giovani che pur non essendo alpini, approfittano della situazione”. E a costoro – sostengono all’ANA – “per mescolarsi alla festa, basta comperare un cappello alpino” magari “non originale su qualunque bancarella. Un occhio esperto – viene precisato – riconosce subito un cappello ‘taroccato'”. E c’è di più: “La grandissima maggioranza dei soci Ana, a causa della sospensione della leva nel 2004, ha oggi almeno 38 anni. Quindi, persone molto più giovani difficilmente sono autentici alpini”.

Solidarietà

Fatti i dovuti distinguo, l’Associazione rimarca: “Gli alpini in congedo sono quelli che hanno scritto e continuano a scrivere pagine intense di sacrificio, amore e solidarietà. Lo testimoniano i 5,4 milioni di ore di lavoro volontario durante l’emergenza Covid”. Così come l’impegno a “trasmettere i valori ai giovani nei Campi scuola. Anche quest’anno saranno organizzati in tutta Italia per ragazze e ragazzi dai 16 ai 25 anni”. Un invito a non sottovalutare le denunce di molestie viene dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

Ministro

“I comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi. Episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati”. Per il ministro si tratta di “episodi, voglio ribadirlo con forza, che sarebbero all’opposto dei valori degli alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni. È sbagliato fare generalizzazioni, ma allo stesso tempo non ci deve essere nessuna tolleranza. Le molestie e le violenze non devono mai e in nessun caso trovare alcuna giustificazione e vanno condannate senza esitazioni”.

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