Putin se la ride, anche Macron azzoppato. In Italia faglie di San’Andrea si allargano. Le domande del Papa

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Putin
(foto en.kremlin.ru)

Purin se la ride. Sta vincendo in Ucraina, continua la sua avanzata nel Donbass e vede gli scricchiolii nell’Occidente e nell’Europa. Biden, a parte le cadute in bicicletta, e’ in forte difficoltà interna, a picco sei sondaggi, con l’inflazione che galoppa come non mai, tanto da obbligare la Fed ad un sensibile rialzo dei tassi, mentre a Boris Johnson, non rimane che contare i giorni del suo mandato , dopo la fiducia ottenuta per il rotto della cuffia. Non va meglio all’Europa, unita solo per una balla, costruita a mezzo stampa, dopo un primo momento di reazione compatta. Molti gli alti e bassi sempre più frequenti sulle sanzioni e sull’invio di armi a Kiev. Ora le elezioni francesi hanno decretato un Macron zoppo, che avrà le sue difficoltà interne a continuare a spendersi per Kiev. Ed in Italia, ma anche in Germania, non va molto meglio. Soprattutto per quanto riguarda l’opinione pubblica, sempre più indifferente rispetto ad una guerra che non ritiene sua. Le fibrillazioni nel governo italiano ad opera dei cinquestelle, ma anche della Lega, non possono che fare piacere allo Zar. Che aveva avvertito nel suo ultimo discorso a San Pietroburgo per l’avanzata delle forze in Europa contrarie alle sanzioni ed all’invio di aiuti a Kiev. Cosa che a suo avviso non fa che prolungare il conflitto.

IL TRENO PER KIEV E L RISPOSTA RUSSA. I tre leader europei Draghi, Macron e Scholz, hanno appena assucurato il loro appoggio a Zelensky con la promessa di un suo ingresso in Europa, che Putin taglia senza pietà il gas, mossa ovvia. Ma che attenua assai i propositi bellici dell’opinione pubblica (e non se ne sono ancora visti tutti gli effetti) nei tre paesi europei della troika pro Kiev, dove i paesi sono attraversati da foglie di Sant’Andre che paiono in grado di spaccarli se si insistera’ nel “provocare” Putin.

LE PAROLE DEL PAPA CHE NON NOMINA NE’ PACE NE’ GUERRA MA PONE DELLE DOMANDE. Non si intravede l’arrivo della pace. Troppo forti ragioni ed interessi di chi vuole protrarre a lungo il conflitto. Il Papa lo capisce e cosi’ ieri ha rinunciato a lanciare per l’ennesima volta un accorato appello per la pace e non ha usato neppure la parola guerra. Brutto segno, Ma ha posto delle domande. Ha chiesto: “Non dimentichiamo il martoriato popolo ucraino che sta soffrendo. Io vorrei che rimanga in tutti voi una domanda: cosa faccio io oggi per il popolo ucraino? Prego? Mi do da fare? Cerco di capire? Ognuno si risponda nel proprio cuore”. Ma il cuore batte ancora da qualche parte nelle cancellerie che contano?

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