-14 al voto: paura di governare, provocazione o incubo per Giorgia Meloni? La presidente di FdI, il ‘Lord protettore’ e i surrogati…

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Meloni

“A chi tocca nun se ‘ngrugna”, si dice a Roma. Ma proprio la romanissima Giorgia Meloni potrebbe sfatare il detto. A sentire tante voci nel breve volgere di qualche sondaggio si è passati dalla vittoria in tasca e dall’ingresso nella stanza dei bottoni, all’ ‘horror vacui’ per Palazzo Chigi. Insomma, sembrano essersi appollaiati sui rami, lungo il percorso verso la poltrona da premier, tanti di quegli uccellacci che Matteo Renzi chiamava “gufi”. Ha cominciato quasi per scherzo una comico, Maurizio Crozza. “E ora come ne esco?”, ha fatto dire al suo personaggio Giorgia di fronte all’incubo bollette del gas.

Apotropaici

Poi a provocare gesti apotropaici ci ha pensato uno che l’ebbrezza di Palazzo Chigi l’ha provata due volte, Giuseppe Conte. “Un conto è presentarsi alle elezioni, forti di anni di opposizione, a suon di slogan gridati in piazza. Tutt’altro è vincere alle urne e governare”. L’avvocato del popolo lo sa bene e avverte la leader di Fratelli d’Italia: “Sembra davvero che inizi a impaurirsi di governare. Anche perché non mi pare che ci sia una classe dirigente adeguata in FdI”. A mettere la pulce nell’orecchio agli italiani sulla eventualità di una nuova ancora più grande “grosse koalition” ci ha pensato, invece, il terzopolista Carlo Calenda.

Smentita

E come sempre capita, la pronta smentita di Enrico Letta è stata presa dai soliti ‘espertoni’ come una conferma subliminale. “Dimenticatevi l’inciucio – ha scandito il segretario Pd -. No a larghe intese con il centrodestra”, per poi chiosare: “Ma sulla crisi energetica faremo la nostra parte”. Una parte che, alimentando altri sospetti, si è dichiarata pronta a giocare la stessa Meloni: “Il 15 sarò in Parlamento per il dl Aiuti bis”. Alcuni già parlano di Mario Draghi nelle vesti di ‘Lord protettore’ della presidente di FdI. A chiudere, per ora, il cerchio ci ha pensato il direttore della Stampa, Massimo Giannini. Nel suo editoriale ha scritto: “È evidente che a Giorgia Meloni non conviene vincere le elezioni. Sulla carta ha l’occasione della vita, ma in pratica chi glielo fa fare”? E quindi in un molto à la page podcast si domanda: “Perché i ‘patrioti’ di Giorgia chiedono aiuto a Super Mario e già evocano le larghe intese”?

Surrogati

Due belle domande che aleggeranno sull’ultima dozzina di giornate di campagna elettorale. Anche perché sembra assai complesso affidarsi oggigiorno a ricette come quella del cavaliere Benito per far fronte alla Grande depressione del 1929: autarchia e lavori pubblici. Nel 2022 gli italiani non sembrano poi tanto disposti a passare ai surrogati, al caffè di cicoria e al carcadè…

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