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venerdì, 9 Dicembre 2022

Salvini fa il Ghino di Tacco. Per non rompere le uova nel paniere a Meloni vuole poltrone, scostamento di bilancio e autonomia regionale

Matteo come Bettino? Dopo la batosta elettorale Salvini non si perde d’animo e sembra trasformarsi in un novello Ghino di Tacco, lo pseudonimo legato al masnadiero di Radicofani utilizzato dal Craxi di lotta e di governo. Quello che si preannuncia è una sorta di filibustering ai danni della nuova regina della destra, Giorgia Meloni. Al capo della Lega vanno stretti i panni dello junior partner e pensa di utilizzare al massimo la rendita di posizione del suo pur magro bottino elettorale. Messi a tacere gli sbiaditi oppositori interni, il ‘capitano’ è pronto a fare la voce grossa con la premier in pectore. Una rivalsa a posteriori contro chi gli ha soffiato voti a man bassa e lo ha ridicolizzato, surclassandolo, nelle roccaforti del Nord.

Editorialista

L’editorialista del Corriere della sera, Francesco Verderami, calca la mano: “È partita la guerriglia tra Meloni e Salvini. Il capo del Carroccio tenta di prendersi la rivincita sulla presidente di Fratelli d’Italia”. Meloni, secondo Verderami, si trova a dover “fare i conti con Salvini e le sue richieste sui provvedimenti e sui dicasteri, che considera egualmente esose”. Un paradosso post-elettorale evidenziato dal direttore del Foglio, Claudio Cerasa. “L’incoerenza salverà Meloni – scrive -. La premier in pectore può dimostrare che il sovranismo è pronto a combattere tutto ciò che ha alimentato”. Ovvero, “che i grandi problemi di un paese come l’Italia si possono risolvere facendo l’opposto di quanto suggerito negli anni dai sovranisti: meno muri, più Europa”.

Identitari

Intanto, Meloni dovrà cominciare a fare i conti con un Salvini, che per la legge del contrappasso, è pronto a scagliarle addosso i temi identitari del sovranismo. Scostamento di bilancio contro il caro bollette, drastici tagli fiscali e la flat tax, decreti sicurezza anti-immigrazione e la guerra finale dal costo stratosferico contro la riforma Fornero delle pensioni. Last but not least l’autonomia regionale già nel primo Consiglio dei ministri. Una richiesta difficilmente digeribile per i patrioti di FdI e caso mai concertabile in un percorso di lunga gittata, in direzione della riforma costituzionale per il presidenzialismo.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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