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venerdì, 23 Febbraio 2024

Fake news, attenti ai pesci d’aprile che fanno arricchire soggetti senza scrupoli

Con le fake news la disinformazione si propaga in modo estremamente veloce sul web, complici le condivisioni degli utenti sui social network, che spesso contribuiscono inconsapevolmente a farle diventare virali rilanciando frettolosamente notizie dal titolo sensazionalistico senza leggerne attentamente il contenuto o senza verificare la credibilità delle fonti da cui provengono, e l’occasione del 1° aprile potrebbe riservare un ulteriore boom di disinformazione. Attenzione quindi soprattutto domani…

Anche se nei mesi scorsi Google aveva dichiarato guerra alle fake con un algoritmo che avrebbe dovuto penalizzare nei risultati del motore di ricerca i siti web ed i contenuti che diffondono notizie distorte o fuorvianti, purtroppo ‘bufale’ di ogni tipo continuano a dilagare su Internet, e questo preoccupante fenomeno è tutt’altro che arginato, alimentato anche dall’Intelligenza Artificiale, che ha posto degli interrogativi pure nella recente lettera aperta riportata dal Financial Times in cui Elon Musk e altri 1.000 leader della Silicon Valley si chiedono: “Dobbiamo lasciare che le macchine inondino i nostri canali di informazione con propaganda e falsità?”

E se il contrasto alle fake news è diventato ormai una sfida, è anche perché dietro c’è un vero e proprio business: secondo un recente rapporto NewsGuard durante la pandemia sono stati infatti individuati 519 siti web che diffondono regolarmente bufale o notizie infondate soprattutto su Covid e vaccini, con una stima di 2,6 miliardi di dollari di ricavi annuali.

Come può avvenire tutto questo? Ecco la spiegazione di Guido Saraceni, professore di Filosofia del diritto all’università di Teramo, che sarà speaker al Privacy Day Forum in programma il 25 maggio al Cnr di Pisa. “Utilizzando la tecnica del clickbaiting, qualcuno condivide su un social network il link a una notizia che si trova su un sito web che ospita annunci pubblicitari remunerati in base al numero di visualizzazioni. Le persone che vi cliccano per leggerla, faranno quindi inconsapevolmente guadagnare chi l’ha pubblicata. Dato che più la notizia richiama l’attenzione e più il sito guadagnerà, non c’è da sorprendersi che questi soggetti non si facciano troppi scrupoli nel pubblicare notizie false o fuorvianti che diventano facilmente virali sfruttando la curiosità degli utenti. C’è il concreto rischio di assistere a picchi record – sottolinea Saraceni – soprattutto con la scusa di un pesce d’aprile”.

E nel vortice delle viralizzazioni delle fake news giocano un ruolo fondamentale anche i nostri dati personali e la nostra privacy, come osserva Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy:“Social e app raccolgono moltissime informazioni per sapere chi siamo e cosa ci piace, e attraverso la profilazione riescono a conoscere bene i nostri gusti e le nostre preferenze. Questa tecnica innesca però il meccanismo del “filter bubble”, che ci fa trovare in una sorta di bolla creata dagli algoritmi che ci fanno visualizzare sempre contenuti basati sulle nostre preferenze, come un annuncio pubblicitario oppure il titolo di una notizia che cattura il nostro interesse, e quando dopo aver cliccato ci accorgiamo che si trattava di una bufala può essere frustrante accorgersi di aver contribuito involontariamente alla diffusione su larga scala di notizie false o fuorvianti, specialmente se chi l’ha condivisa con noi lo ha fatto con leggerezza in un giorno in cui gli scherzi sono tollerati”.

In occasione del 1° aprile, l’appello di Federprivacy è quindi quello di prestare particolare cautela prima di condividere notizie non attendibili pubblicate da soggetti senza scrupoli che hanno fatto delle fake news un business per arricchirsi alle spalle degli utenti approfittando della loro buona fede. (Foto da Sapere.it)

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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