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venerdì, 24 Maggio 2024

Silenzio, parlano le piante. E fanno clic e pop, pop, pop.

Il mondo vegetale non è muto. E’ l’ultima scoperta scientifica che ha rinvenuto e documentato i suoni delle piante. I quali consistono in una serie di clic. Le piante emettono suoni scoppiettanti che non sono rilevabili dall’orecchio umano e aumentano in quantità quando le stesse sono sotto stress, ad esempio per mancanza di acqua. Un bel passo avanti nel mondo della botanica, anche per gli scettici. Perché secondo questo studio di … il mondo vegetale che ci circonda non è silente, anzi sembra che ogni giorno noi viviamo immersi in una ‘cacofonia’ di suoni verdi che però non percepiamo. Lo spiega Lilach Hadany, ricercatore e coautore dello studio sui suoni delle piante, pubblicato di recente sul Cell.com. La rivista online che pubblica nuove e insolite scoperte in ambito di studi di biologia, bio-diversità, neuroscienze, virologia e immunologia e argomenti affini. Si legge su Cell che gli stessi autori della ricerca erano stati a lungo scettici sulla possibilità che le piante fossero completamente silenziose. Questo è stato il punto di partenza per ricercare e registrare i suoni emessi dalle piante, che il nostro orecchio non riesce a recepire da solo. 

Suoni e stress

Le piante stressate mostrano fenotipi alterati, inclusi cambiamenti di colore, odore e forma. Tuttavia, i suoni aerei emessi dalle piante stressate non sono stati studiati prima. “Qui mostriamo che le piante stressate emettono suoni nell’aria che possono essere registrati a distanza e classificati”, spiega il ricercatore. “Abbiamo registrato suoni ultrasonici emessi da piante di pomodoro e tabacco all’interno di una camera acustica e in una serra, monitorando i parametri fisiologici della pianta. Abbiamo sviluppato modelli di ‘machine learning’ che sono riusciti a identificare la condizione delle piante, compreso il livello di disidratazione e le lesioni, basandosi esclusivamente sui suoni emessi”. Questi suoni informativi possono essere rilevati anche da altri organismi. Questo lavoro apre strade per comprendere le piante e le loro interazioni con l’ambiente e può avere un impatto significativo sulla studio delle bio-diversità, sull’agricoltura e dunque sulla sostenibilità ambientale in generale.

Le registrazioni dei suoni

Le piante vibrano quando bevono, ma anche quando sono prive di liquidi e queste vibrazioni sono state descritte negli ultimi anni in diversi scenari scientifici diversi. Da qui si sono sviluppati studi ad hoc per verificare l’ipotesi che le piante esposte a stress da siccità (e che quindi vibrano di più) riescano anche ad emettere dei suoni, come causa delle loro vibrazioni da stress. Queste vibrazioni sono state registrate dai ricercatori, negli anni, collegando il dispositivo di registrazione direttamente alla pianta. Tali registrazioni di contatto non rivelano la misura in cui queste (e altre) vibrazioni potrebbero provocare emissioni acustiche che possono essere rilevate a distanza dall’impianto, almeno in parte se non del tutto. Ma “Ci sono così tanti organismi che rispondono al suono, ho pensato che non ci fosse una buona ragione per cui le piante fossero sorde e mute”, ha detto in un’intervista Hadany, che è professore alla School of Plant Sciences and Food Security e capo programma della George S. Wise Faculty di ‘Scienze della vita’ presso l’Università di Tel Aviv.

Il cactus sul tavolino

La prima pianta registrata da Hadany, utilizzando un microfono a ultrasuoni, è stato un cactus sul tavolino nel suo laboratorio sei anni fa. Ma non poteva escludere che il suono che aveva rilevato fosse prodotto da qualcos’altro nell’ambiente. Il ricercatore sapeva già che le piante emettevano vibrazioni, ma non era noto se queste vibrazioni diventassero onde sonore trasportate dall’aria. Per capire se le piante stessero effettivamente emettendo suoni, Hadany e il suo team hanno utilizzato casse acustiche insonorizzate. Poi hanno posizionato piante di tabacco e pomodoro in alcune scatole, attrezzate con microfoni a ultrasuoni che registrano a frequenze comprese tra 20 e 250 kiloherz. (La frequenza massima che l’orecchio di un adulto umano può rilevare è di circa 16 kilohertz.) Alcune piante avevano steli tagliati o non erano state annaffiate per cinque giorni, e altre erano intatte. Il team ha scoperto che le piante emettevano suoni a una frequenza compresa tra 40 e 80 kilohertz e, quando condensati e tradotti in una frequenza che gli esseri umani possono sentire, i rumori erano un po’ simili allo schiocco dei popcorn o allo scoppio del pluriball.

Lo schiocco del popcorn

Secondo lo studio una pianta stressata emette da 30 a 50 di questi suoni schioccanti, tra clic e pop, all’ora a intervalli apparentemente casuali. Mentre le piante non stressate emettono molti meno suoni, circa uno all’ora. Quando i pomodori non sono stressati, sono molto silenziosi. I ricercatori ancora non hanno compreso esattamente come vengono prodotti i suoni. Ma credono che i rumori provengano dalla cavitazione, un processo in cui una bolla d’aria nella colonna d’acqua della pianta collassa sotto una sorta di pressione, facendo un clic o un pop. Per ora, per tranquillità di tutti, pare che non dobbiamo ancora preoccuparci del nostro mazzo di fiori recisi sul tavolo da pranzo. Non sta urlando di dolore. Non ci sono prove che il rumore prodotto dalle piante sia intenzionale o una forma di comunicazione. Questo nuovo studio è un altro utilissimo contributo allo studio delle piante e di tutte le loro caratteristiche. I vegetali sono organismi reattivi capaci di comportamenti sofisticati, tuttavia ad oggi non si può ancora dimostrare che le piante possano comunicare (tra loro) emettendo suoni. Ma la ricerca non finisce qui.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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