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venerdì, 24 Maggio 2024

Napoleone: il 6 maggio a Milano il Forum della Federazione Europea delle Città Napoleoniche. Alla ricerca di nuove ‘scoperte’ nel patrimonio di biblioteche e archivi

“Ei fu. Siccome immobile…”. Il 6 maggio, un giorno dopo quel fatidico 5 maggio di 202 anni fa raccontato in versi da Alessandro Manzoni, a Palazzo Reale a Milano si terrà il Forum della Federazione Europea delle Città Napoleoniche (FECN). Il simposio vede al centro il tema dell’importanza degli archivi e delle biblioteche nel raccontare e trasmettere la storia dell’epoca napoleonica.

Discendente

“Nell’azione di Napoleone, sono i valori della Rivoluzione, dell’Illuminismo, gli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità che ci legano”, sintetizza Charles Bonaparte, fondatore della FECN ed erede del ramo discendente da Girolamo Bonaparte, fratello di Napoleone. La Federazione riunisce più di 50 città la cui storia è stata segnata dall’influenza napoleonica. In Italia sono presenti Albenga, Castiglion Fiorentino, Cherasco, Cosseria, Finale ligure, Loano, Lucca, Mantova, Portoferraio e Sarzana. In parallelo si aprirà in diverse località la terza edizione della Settimana europea Destinazione Napoleone (5-14 maggio) , con il tema della botanica e dello sviluppo degli spazi verdi in epoca napoleonica.

Età

Napoleone Bonaparte, nato ad Ajaccio il 15 agosto 1769 si spense sull’isola di Sant’Elena il 5 maggio 1821, è una delle figure storiche che ha maggiormente ispirato artisti, letterati, musicisti, politici, filosofi, storici e cineasti dall’Ottocento ai giorni nostri. La storiografia individua con età napoleonica il periodo della storia contemporanea che va dalla discesa in Italia del generale Bonaparte (1796) al Congresso di Vienna (1815). Caratterizzato dall’ascesa e dall’affermazione al potere di Napoleone, con il suo impero e la sua ideologia politica, il bonapartismo.

Mosaico

Il Forum di Milano è organizzato dalla Federazione, insieme alla Direzione di Palazzo Reale e dal Centro di Documentazione Residenze Reali Lombarde. Previste una tavola rotonda con esperti e rappresentanti delle istituzioni e una giornata di studio, con la partecipazione dei responsabili di importanti archivi e biblioteche. “Il patrimonio di epoca napoleonica – affermano Charles Bonaparte e Vincent Chauvet, presidente FECN – merita di essere meglio conosciuto, promosso e visitato. Napoleone è un elemento chiave straordinario per promuovere i nostri territori e riunirci intorno a questa pagina di storia che un tempo ci divideva. L’Italia è un tassello fondamentale di questo mosaico”.

Capitale

Per l’assessore alla Cultura di Milano, Tommaso Sacchi: “L’esperienza che Milano ha sviluppato due anni fa, in occasione del bicentenario della morte di Napoleone, ha dimostrato come la memoria di questo personaggio sia capace di coinvolgere tutti. Attraverso un confronto internazionale e interdisciplinare di fruizione partecipata della cultura, si possono immaginare strategie sostenibili, destinate a generare impatti positivi sui territori”. Milano, capitale del Regno d’Italia fondato da Napoleone nel 1805, visse – rimarca la presidente del Centro di documentazione Residenze reali lombarde, Marina Rosa – una “stagione di grande prosperità. La città fu fortemente rimodellata nei suoi monumenti, nei suoi spazi verdi e nelle infrastrutture urbane”. Sotto l’imperatore sorsero il Foro Buonaparte, l’Arena Civica e l’Arco della Pace. Da anni si lavora per far conoscere e valorizzare un patrimonio, fatto anche di documenti, carte e pubblicazioni, ora sparsi in diversi archivi italiani e esteri. Abbiamo “la ferma convinzione – segnala Marina Rosa – che la strada della conoscenza sia ancora lunga e ricca di interessanti ‘scoperte'”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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