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giovedì, 20 Giugno 2024

Fegato: allarme malattie croniche. Nei prossimi 10 anni si stima +50% di cirrosi e + 100% di epatocarcinomi. Prof.ssa Balsano, “screening per steatosi”

Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica a livello mondiale. Fanno anno registrare 2 milioni di morti ogni anno ed entro il prossimo decennio si stima un aumento del 50% dei casi di cirrosi e un raddoppio (+100%) dei casi di epatocarcinoma. Secondo l’Istituto superiore di sanità (ISS) nel 2021 in Italia il numero di affetti da steatosi epatica – il cosiddetto “fegato grasso”, caratterizzato dall’accumulo di grassi che supera del 5% il peso del fegato stesso – è su scala nazionale è del 22-27%.

Sommerso

I dati preliminari dello studio PreDEA (Prevenzione nei Dipartimenti di Emergenza e Accettazione) rilevano su 170 pazienti una percentuale addirittura del 40%, segnala la professoressa Clara Balsano, ordinario di Medicina interna e Direttore della Scuola di medicina di emergenza-urgenza dell’Università degli studi dell’Aquila. “Obiettivo dello studio condotto nei principali Pronto soccorso – rimarca la professoressa Balsano – è far emergere il sommerso del danno epatico da accumulo di grasso grazie a una semplice ecografia. Lo screening darebbe modo di intervenire precocemente su fattori di rischio modificabili (stile di vita, alimentazione, terapia farmacologica) e indirizzare chi ne avesse necessità a centri specialistici”. L’Associazione italiana per lo studio del fegato punta i riflettori sulla steatosi epatica, una malattia “spesso sottostimata, nonostante i dati rilevino una prevalenza crescente”. Un problema per la salute dei cittadini e un’ampia spesa per il Servizio sanitario nazionale (SSN).

Sovrappeso

Le cause sono diverse. Alle patologie di origine virale, autoimmune e da farmaci, si aggiunge – sottolinea la professoressa Balsano – “sempre più spesso l’origine dismetabolica, dovuta all’aumento esponenziale nella popolazione del sovrappeso e dell’obesità”. Il sovraccarico funzionale del fegato è generalmente dovuto a una dieta troppo ricca di grassi o all’abuso di alcolici. I danni al fegato possono rimanere a lungo latenti, prima di arrivare alla cirrosi e all’epatocarcinoma. Il paziente cirrotico necessita di una gestione integrata attraverso un approccio multidisciplinare, che permette un miglior controllo di una patologia molto complessa. Secondo la professoressa Balsano “il paziente con patologia epatica cronica avanzata (cirrosi) spesso è affetto da numerose comorbidità (diabete, ipertensione, scompenso cardiaco), che richiedono un appropriato Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) e quindi una costante interazione tra medicina del territorio e ospedale”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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