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venerdì, 14 Giugno 2024

La Guinea-Bissau non paga la bolletta. Società turca taglia la corrente, la capitale al buio per più di 24 ore. Africa sconta crisi internazionale

È l’Africa a pagare il prezzo più alto della situazione internazionale determinata dall’aggressione russa all’Ucraina e ulteriormente aggravatasi con l’assalto terroristico di Hamas contro Israele. La capitale della Guinea-Bissau, piccolo Stato dell’Africa occidentale tra i 20 Paesi più poveri del mondo, è rimasta al buio per oltre 24 ore, dopo la decisione della compagnia turca Karpowership di tagliare la corrente per il mancato pagamento della bolletta energetica.

Black out

La città di Bissau ha una popolazione di quasi mezzo milione di abitanti e il black out ha sconvolto la vita quotidiana, ospedali in tilt e stazioni radio spente. L’elettricità è tornata dopo che il governo ha ripreso i pagamenti di una bolletta inevasa di 15 milioni di dollari. Il ministro dell’Economia, Suleimane Seidi, ha detto che è stata pagata una prima tranche di 6 milioni sugli arretrati. Karpowership aveva attribuito la sospensione alla decisione dei fornitori di interrompere il flusso di carburante destinato al funzionamento della nave centrale elettrica.

Galleggianti

“Siamo grati per gli sforzi volti a risolvere i pagamenti del carburante, che ci hanno permesso di riavviare rapidamente le operazioni e continuare a fornire elettricità alla popolazione della Guinea-Bissau. Karpower ha accettato di negoziare con il governo per garantire che l’arretrato non diventi un problema”, ha detto il portavoce della società. L’azienda turca è uno dei maggiori operatori mondiali di centrali elettriche galleggianti, fornisce il 100% del fabbisogno elettrico della Guinea-Bissau dopo la firma di un accordo nel 2019. Il ministro dell’Energia, Isuf Baldé, ha detto che “il contratto andrà rinegoziato. I costi si sono quasi raddoppiati, a un livello che la Guinea-Bissau non può permettersi”. Il PIL pro capite della Guinea-Bissau è uno dei più bassi al mondo, più di due terzi della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. L’economia dipende principalmente dall’agricoltura, dall’esportazione di anacardi. Dall’inizio del secolo è diventata punto di trasbordo verso l’Europa della cocaina contrabbandata dai trafficanti dell’America Latina. La nazione africana è stata descritta da funzionari delle Nazioni Unite come a rischio di diventare un “narco-Stato “.

Indipendenza

Dopo l’indipendenza dal Portogallo nel 1973, il Paese è stato a lungo guidato dal movimento di liberazione PAIGC. L’attuale presidente, Umaro Sissoco Embaló, eletto nel 2020 ha subito un tentato un colpo di stato nel febbraio 2022. Embaló si richiama agli esempi del padre padrone di Singapore Lee Kuan Yew e dell’ex presidente filippino dal pugno di ferro, Rodrigo Duterte. Sebbene l’accesso all’elettricità sia aumentato negli ultimi anni nell’Africa sub-sahariana, oltre il 50% della popolazione nei diversi Paesi – segnala la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad) – non ha connessione alla rete.

Sudafrica

Karpowership fornisce elettricità anche ad altri sei paesi africani: Ghana, Gambia, Costa d’Avorio, Mozambico, Senegal e Sierra Leone. La sua attività è un segnale della crescente influenza di Ankara in Africa. A settembre, Karpowership ha interrotto la fornitura di elettricità a Freetown, la capitale della Sierra Leone, a causa analogamente di un debito non pagato di circa 40 milioni di dollari. Di recente ha firmato un accordo con il Sudafrica, Paese colpito da una vera ondata di black out, che coprirà più del 5% del fabbisogno elettrico totale.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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