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venerdì, 24 Maggio 2024

Climate change, fake news e capitale naturale al National Geographic Fest 2023

Mentre è in corso il National Geographic Festival 2023 su ‘Media, Clima e Natura’, emerge da una recente analisi di IDMO (Italian Digital Media Observatory) come la disinformazione sul clima si moltiplica mese dopo mese. In Italia, ad esempio, le fake news sull’alluvione dell’Emilia-Romagna nel maggio 2023 si sono quasi triplicate nel giro di un solo mese. Questo perché, avvertono gli esperti di clima e di informazione, la verità fa sempre una strada più lunga per arrivare, mentre le fake news sono immediate e fanno molto più clamore, proprio per il modo in cui sono scritte, dette e veicolate. Ci vuole un’alleanza tra cittadini, giornalisti e scienziati per cambiare l’approccio verso la Natura e il suo territorio. Di questo e di molto altro si parla in questa tre giorni sul clima, l’informazione e il capitale naturale del Pianeta a Milano, fino a domenica 19 novembre. Il cambiamento climatico è ormai materia quotidiana per i media. Più di rado si affrontano temi come la biodiversità o la gestione delle risorse. Qual è la qualità dell’informazione che ne emerge? Quali tecniche di comunicazione possono essere più efficaci per rendere l’opinione pubblica consapevole dei problemi da affrontare? Dal 17 al 19 novembre, le sale di Citylife Anteo a Milano ospitano il National Geographic Fest 2023. Un evento straordinario che, tra incontri, presentazioni, tavole rotonde e ospiti speciali, vuole esplorare le innumerevoli sfide legate al nostro impatto sul Pianeta. Un’occasione unica che vede la partecipazione di esperti di fama internazionale e offre uno sguardo approfondito sui progetti di ricerca dei National Geographic Explorers finalizzati alla salvaguardia del nostro prezioso patrimonio naturale. Tra i relatori: Giuseppe de Bellis (direttore Sky TG24), Maurizio Molinari (direttore “la Repubblica”), Sofia Pasotto (attivista e divulgatrice) e John Cook (Skeptical Science).

Fake news e clima

La presidente dell’Italian Climate Network, meteorologa e climatologa, Serena Giacomin ha proprio detto sulle fake news e il clima: “Per affrontare il futuro bisogna fronteggiare chi insinua il dubbio nell’opinione pubblica. Il cambiamento climatico richiede la consapevolezza dei cittadini e un serio impegno da parte di tutti”. L’Italian Climate Network è l’associazione no profit attiva a livello internazionale su temi dedicati all’ambiente, ma anche ai diritti umani e la salute globale. Come esperta di politiche ambientali, Serena Giacomin è una delle protagoniste del Festival dedicato all’impatto delle attività umane sul clima e alle soluzioni per non compromettere ulteriormente la salute della Terra. Dibattiti, questi sul climate change, che fanno da antipasto all’apertura il 30 novembre della Cop28, la Conferenza sul clima che si terrà a Dubai. Anche John Cook, professore del Center for Climate Change Communication, che è presenta a Milano, ha parlato delle problematiche legate alla ‘cattiva e buona’ informazione sul clima. Perché “gli scienziati sono sotto attacco”– ha dichiarato Cook in un’intervista a La Repubblica – “Nelle ultime due decadi abbiamo assistito ad una lenta migrazione dal puro negazionismo rispetto al cambiamento climatico a campagne di disinformazione sulle soluzioni possibili come le rinnovabili”. Il negazionismo, nel frattempo, però non è sparito, il mondo è ancora pieno di teorie cospiratorie che negano l’aumento delle temperature. “Molta disinformazione viene fatta chiamando in causa presunti esperti a parlare di cose delle quali sanno poco o nulla, cambiamento climatico incluso. Magari sono figure che hanno acquisito una loro notorietà in altri settori ma che brancolano nel buio su certi temi anche se si presentano in ben altro modo”, ha concluso l’esperto.

L’ONU e il negazionismo

Anche secondo l’ONU, il negazionismo e le fake news sui fatti scientifici che riguardano i cambiamenti climatici sono consolidati e stanno inondando Internet e i media internazionali. Si legge su Greenreport come Jake Dubbins, co-fondatore di Conscious Advertising Network e di Climate Action Against Disinformation, ha spiegato che “Definiamo la misinformazione e la disinformazione climatica in tre grandi categorie. Negazione totale: sappiamo che il cambiamento climatico è in atto e sappiamo che è causato dall’uomo, ma questo fatto stesso viene negato. Esistono truffe e bufale climatiche, termini che sono di tendenza sulle piattaforme dei social media. La seconda area che esaminiamo riguarda le emissioni e la selezione dei dati, quindi la scelta dei dati senza fornire un quadro completo per fuorviare le persone. E poi la terza area è rappresentata effettivamente da false soluzioni, che suggeriscono azioni che non sono in linea con l’Accordo sul clima di Parigi. Abbiamo condotto alcuni sondaggi l’anno scorso alla  COP2: abbiamo posto domande in 6 Paesi diversi e abbiamo scoperto che il 23% delle persone in America crede che il cambiamento climatico sia una bufala inventata dal World Economic Forum. Abbiamo scoperto anche che oltre il 20% delle persone da noi intervistate in tutti e 6 i Paesi ritiene che il cambiamento climatico non sia causato dall’uomo”.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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