back to top
12.4 C
Roma
sabato, 20 Aprile 2024

Auto elettrica: in Italia non decolla (costa troppo), ma con PNRR volano le colonnine di ricarica pubbliche

Se in Italia l’auto elettrica non decolla (costa troppo), il numero delle colonnine di ricarica pubbliche ha preso il volo. Secondo i dati del monitoraggio trimestrale di Motus-E, l’associazione Motus-E che riunisce il mondo interessato allo sviluppo della mobilità elettrica, sono il 44,1% in più rispetto all’anno scorso e a settembre 2023 è stato segnato il record di 47.228 impianti installati. Con il PNRR la rete nazionale può diventare un riferimento per tutta Europa, ma certo sul fronte parco auto l’Europa che conta resta lontana.

Musk

D’altronde segnali di frenata a causa degli alti tassi d’interesse e delle tensioni geopolitiche arrivano a livello globale. A metà ottobre, Elon Musk ha fatto scattare un campanello d’allarme con la frenata sui tempi di realizzazione della nuova gigafactory di Tesla a Santa Catarina in Messico. La sfida delle Battery Electric Vehicle (BEV), le auto con motore elettrico alimentato a batteria a emissioni zero, nel Bel paese è in ritardo. A ottobre il market share dei modelli a batteria è stato del 4,1%. Nei primi 10 mesi del 2023, le elettriche immatricolate sono state 51.513, con una quota di mercato pari al 3,9%, in lieve crescita rispetto al 3,6% del 2022. Il circolante full electric si attesta a 214.363 unità.

Sorpasso

Da segnalare il sorpasso da parte dalla Spagna, che ci relega all’ultimo posto tra i big del Continente. Secondo il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, i salari medi sono troppo bassi per orientare l’automobilista verso l’elettrico. E d’altro canto il governo non può scassare i delicati equilibri di bilancio con incentivi più ampio di quelli attuali. “Sicuramente – sostiene Francesco Naso, segretario generale di Motus-E – l’impegno dei costruttori UE per avere sempre più modelli sotto i 25.000 euro potrà dare un’importante scossa al mercato”.

Operatori

Resta il fatto, rimarca Naso, che sul fronte delle colonnine “la grande espansione della rete testimonia l’impegno degli operatori per dotare il Paese di un’infrastruttura realmente strategica e al servizio dei cittadini. Attendiamo a breve il lancio dei nuovi bandi PNRR per l’installazione delle colonnine di ricarica ad alta potenza in città e in ambito extraurbano. Se utilizzate pienamente, queste risorse daranno all’Italia una rete di ricarica davvero all’avanguardia”. Senza scordare che vantiamo una leadership industriale nel settore tanto importante quanto poco nota ai non addetti ai lavori.

Quanto costa?

Ma quanto costa la ricarica dell’auto elettrica? La scelta tra ricaricare il proprio veicolo elettrico a casa o in una stazione pubblica – segnala il blog di Energia-Luce.it – è influenzata da diversi aspetti. Per chi opta per la comodità domestica, una normale presa di 3 kW può essere sufficiente, con costi assimilabili a quelli di un elettrodomestico. Tuttavia, i tempi di ricarica sono più lunghi, variando tra le 5 e le 8 ore. Per accelerare il processo si può scegliere di installare un Wallbox, una stazione di ricarica privata, che offre tempi di ricarica più rapidi. Per le ricariche pubbliche, le stazioni variano in termini di potenza e di tipo di corrente, con colonnine che vanno da 7 kW (corrente alternata) fino a 350 kW (corrente continua). In media, il costo per ricaricare presso stazioni a corrente alternata oscilla tra i 40 e i 72 centesimi al kWh, mentre per quelle a corrente continua, il prezzo varia tra i 45 e i 79 centesimi al kWh. Considerando una ricarica di 40 kWh il costo può variare dai 16 fino ai 31,6 euro, a seconda del punto di ricarica e se si dispone o meno di un abbonamento.

Bonus

Il bonus colonnine domestiche messo in campo dal del ministero delle Imprese e del Made in Italy offre un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto e posa delle infrastrutture per la ricarica in favore di privati e condomini. Il limite massimo del contributo è di 1.500 euro per gli utenti privati e fino a 8mila euro per le installazione nelle parti comuni degli edifici condominiali. Le risorse a disposizione per il 2023 sono di 40 milioni.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

Altro dall'autore

Articoli più letti