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venerdì, 14 Giugno 2024

Pakistan: elezioni senza vincitore. I militari controllano la situazione, “serve un Paese non polarizzato e in mani stabili”

I rivali di Imran Khan decidono di formare una coalizione per governare il Pakistan

Pakistan: elezioni senza vincitore. I militari controllano la situazione, "serve un Paese non polarizzato e in mani stabili"
(foto account X PMLN)

== AGGIORNAMENTO ==

Islamabad, 14 febbraio – Sembra fatta: i rivali di Imran Khan avrebbero trovato l’accordo per un governo di coalizione, lasciando all’opposizione i sostenitori dell’ex premier e giocatore di cricket oggi in carcere, eletti come indipendenti e di fatto il maggior gruppo del Parlamento pakistano. L’intesa verrebbe siglata tra la Pakistan Muslim League-Nawaz (PML-N) dell’ex tre volte primo ministro Nawaz Sharif e il Pakistan People’s Party (PPP) guidato da Bilawal Bhutto Zardari, figlio dell’ex premier Benazir Bhutto assassinata nel 2007. a rafforzare la maggioranza altri partiti minori. In questo modo si porrebbe, come richiesto dall’influente casta militare, fine allo stallo seguito alle elezioni parlamentari della scorsa settimana, in cui nessun partito ha ottenuto la maggioranza dei seggi parlamentari. Secondo indiscrezioni alla guida del governo potrebbe andare Shehbaz Sharif, fratello minore di Nawaz Sharif, a sua volta già primo ministro nel 2022, dopo il voto di sfiducia che aveva spodestato Imran Khan, divenuto inviso ai generali.


Nessun vincitore alle elezioni, e allora i militari si confermano forza decisiva in Pakistan. Il risultato delle urne dopo il voto dell’8 febbraio non ha assegnato la maggioranza ad alcuno dei partiti in corsa. Il maggior numero di seggi, sui 342 dell’Assemblea nazionale, è andato a candidati formalmente indipendenti, ma in realtà legati al Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI) dell’ex premier, ora in carcere, Imran Khan. Se agli indipendenti è andata la maggioranza relativa, primo tra i partiti è il Pakistan Muslim League-N (PML-N) di un altro ex premier, Nawaz Sharif, che correva si dice con il sostegno dei militari.

Kingmaker

Terza forza, con un buon risultato tale da far intravvedere il ruolo di kingmaker, il Pakistan People’s Party (PPP), guidato da Bilawal Bhutto Zardari, esponente dalla storica dinastia legata all’indipendenza pakistana e figlio dell’ex premier Benazir Bhutto, assassinata nel 2007. Il Paese musulmano dell’Asia meridionale, con una popolazione di quasi 250 milioni di abitanti è il quinto più popoloso al mondo. Potenza nucleare, sta attraversando una difficile fase economica con una forte inflazione, ha problemi di terrorismo interno e vive tensioni con i confinanti India e Iran. Commentando il voto, il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Syed Asim Munir, ha detto: il Pakistan ha bisogno di “mani stabili” e deve abbandonare la politica di “anarchia e polarizzazione. Le elezioni non sono una competizione a somma zero tra vittorie e sconfitte, ma un esercizio per determinare il mandato del popolo”.

Intelligenza artificiale

Imran Khan dalla cella dove è richiuso con l’accusa corruzione e di divulgazione di segreti di stato, ha rilasciato le basi per un videomessaggio di vittoria generato poi dall’intelligenza artificiale. Il suo partito cercherà di formare un governo, ma anche Sharif non demorde e sostiene che potrebbe far uscire il Paese dalla fase difficile, anche alla guida di una coalizione. Le Forze armate confermano il ruolo di ‘Stato nello Stato’ mantenuto fin dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1947. I militari hanno organizzato tre colpi di stato e nessun primo ministro ha finora completato un intero mandato di cinque anni.

Cricket

Imran Khan, una superstar del cricket – lo sport nazionale – e diventato leader populista, considerato amico di Putin, ha confermato la sua popolarità, nonostante al suo PTI non sia stato consentito di correre e ai candidati indipendenti sia stato tolto il simbolo unificante della mazza da cricket. Un eventuale governo guidato da Sharif d’altro canto, secondo alcuni osservatori, potrebbe rilanciare la cooperazione con Pechino, attraverso la spinta infrastrutturale della Belt and Road Initiative. In ogni caso per la ripresa economica il Pakistan dipende fortemente dai pacchetti di salvataggio del Fondo monetario internazionale, con le note dure condizioni di austerità generalmente imposte dall’organismo finanziario.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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