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martedì, 23 Luglio 2024

Gaza: le forze di sicurezza israeliane liberano due ostaggi detenuti a Rafah. Biden a Netanyahu, serve piano per proteggere i civili

Una operazione congiunta delle forze di sicurezza di Israele a Rafah, lembo estremo della Striscia di Gaza, ha portato alla liberazione di due ostaggi catturati il 7 ottobre dai terroristi di Hamas. Il portavoce dell’IDF, contrammiraglio Daniel Hagari, ha confermato il blitz notturno di militari, servizi di sicurezza Shin Bet e della polizia, con il quale sono stati salvati Fernando Simon Marman (60 anni) e Louis Har (70 anni), sequestrati dal kibbutz Nir Yitzhak nel deserto del Negev.

A casa

I due sono stati trovati in “buone condizioni mediche”, dopo il ricovero nell’ospedale Sheba, nell’area di Tel Aviv, dove hanno incontrato i familiari. “Abbiamo 134 ostaggi ancora tenuti prigionieri e faremo tutto il possibile per riportarli a casa”, ha detto il portavoce dell’IDF. “Si è trattato di una complessa operazione di salvataggio – ha rimarcato Hagari – sotto il fuoco nemico nel cuore di Rafah, basata su informazioni molto sensibili e di alta qualità della Divisione di Intelligence e del Servizio di Sicurezza Generale”. Il blitz era stato preparato nei dettagli e comunque “l’operazione è stata resa possibile grazie al grande sacrificio dei soldati regolari e di riserva, soprattutto di quelli caduti e feriti nei combattimenti”. L’aeronautica ha coperto le forze di terra.

Estrazione

Gli ostaggi erano detenuti al secondo piano di un edificio strettamente controllato dai terroristi. A quanto si apprende le forze di sicurezza di Gerusalemme hanno utilizzato una carica esplosiva per sfondare la porta del nascondiglio. Gli uomini dell’Unità antiterrorismo hanno protetto i due sequestrati durante il pesante scontro a fuoco. “Molti terroristi – ha indicato Hagari – sono stati uccisi in questa operazione”. L’incursione è durata circa un’ora e i carri armati della 7a divisione israeliana hanno protetto il percorso fino al punto di estrazione, dove si trovava un elicottero. Un soldato israeliano è rimasto leggermente ferito. Il generale Yaron Finkelman, capo del comando meridionale dell’IDF, ha guidato l’operazione da una base a Be’er Sheva ,alla presenza del capo di Stato Maggiore, Herzi Halevi, e del capo dello Shin Bet, Ronen Bar.

Argentina

Il ministro della Difesa, Yoav Gallant, ha rilevato: “Questa è stata un’estrazione impressionante. Continueremo a mantenere il nostro impegno per riportare indietro gli ostaggi, in ogni modo possibile”. Soddisfazione per la liberazione degli ostaggi con doppia cittadinanza israeliana e argentina è stata espressa dal presidente dell’Argentina, Javier Milei. Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha condotto una “serie di attacchi” nel sud della Striscia, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli. Nell’area di Rafah, al confine con l’Egitto, si ritiene si trovino oltre 1 milione di rifugiati palestinesi. Gerusalemme ha assicurato un piano di evacuazione per la popolazione di Rafah.

Credibile

Una forte sollecitazione per la protezione dei civili è venuta dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Per la Casa Bianca qualsiasi azione militare a Rafah deve includere un piano “credibile” per salvaguardare la sicurezza e per il sostegno dei civili palestinesi. Biden ha anche sottolineato che gli Stati Uniti condividono l’obiettivo di Israele “di vedere Hamas sconfitto e di garantire la sicurezza a lungo termine di Israele e del suo popolo”. Secondo l’IDF i soldati sono informati in anticipo sull’importanza di prevenire danni a civili e a équipe e ad attrezzature mediche, in conformità con il diritto internazionale. Un atteggiamento che evidenzia il cinismo dei terroristi di Hamas, che utilizzano la popolazione e gli ospedali come scudi per le loro attività.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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