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sabato, 20 Aprile 2024

Affrontare l’inquinamento atmosferico, tra dati allarmanti e nuove sfide per un futuro sostenibile

L’aria che respiriamo può avere effetti profondi sulla nostra salute fisica e mentale. Solo circa l’1% della popolazione mondiale respira aria pulita, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Sebbene in alcune parti del mondo la qualità dell’aria sia migliorata grazie a politiche volte a limitare l’inquinamento, nella maggior parte delle aree abitate nel mondo, nonostante le allerte internazionali sui danni dell’inquinamento globale, la situazione o è peggiorata o è rimasta invariata. Nella classifica mondiale la città più inquinata è Delhi in India, seguita da Lahore in Pakistan; la più pulita è in Europa e si tratta di Praga, capitale della Repubblica Ceca. In questo elenco la prima città italiana più inquinata risulta Milano, al 54esimo posto (Roma è al numero 99). Ma in generale il Paese al mondo con la qualità dell’aria più inquinata è il Chad, seguito da Iraq e Pakistan. Troppe persone al mondo muoiono per l’inquinamento atmosferico oggi: 7 milioni sono i decessi l’anno causati dall’esposizione a particelle fini di aria inquinata. E il 91% della popolazione mondiale vive in luoghi dove la qualità dell’aria supera i limiti delle linee guida dell’OMS.

La situazione italiana

La questione della qualità dell’aria in Italia costituisce un tema di notevole rilevanza e preoccupazione, poiché il nostro Paese affronta sfide significative in questo ambito, soprattutto nelle regioni settentrionali come la pianura Padana. Quest’area, nota per essere una delle più industrializzate e densamente popolate d’Europa, presenta alti livelli di inquinamento atmosferico. Il problema principale è rappresentato dalla presenza di particolato sospeso nell’aria, una miscela complessa di sostanze liquide e solide di dimensioni microscopiche. Questo particolato è associato a una serie di fonti di inquinamento, tra cui le emissioni industriali, il traffico veicolare, l’agricoltura intensiva e il riscaldamento domestico. La concentrazione di queste particelle è spesso tanto elevata da superare i limiti di legge stabiliti per la tutela della salute pubblica. Secondo l’’Europe air quality status 2023’, dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), che ha analizzato 37 Paesi tra i quali tutti gli stati europei, l’Italia è risultata la nazione con la “combinazione di un’alta densità di emissioni antropiche e di condizioni meteorologiche e geografiche che favoriscono l’accumulo di inquinanti atmosferici nell’atmosfera e la formazione di particelle secondarie”.

Misure preventive

In generale non ci sono notizie positive per nessuno, in Europa e non solo. Infatti il 97% della popolazione dei 37 Paesi analizzati è stato esposto a livelli di inquinamento superiori ai limiti sicuri secondo l’OMS. Circa il 76% è stato esposto a particolato Pm10, il 94% all’ozono e il 90% al biossido di azoto. Ogni anno, 1.200 minori muoiono a causa dell’inquinamento dell’aria, con migliaia di altri afflitti da problemi di salute fisica e mentale fin dalla nascita. I minori sono particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico, che possono iniziare durante la gestazione e causare riduzione di peso o nascita prematura. Nonostante le notizie allarmanti che riguardano la situazione atmosferica globale fino alla fine del 2023, esistono misure preventive che le persone possono adottare al fine di proteggersi dall’inquinamento dell’aria:

  1. Monitorare la qualità dell’aria: Utilizzare applicazioni o siti web che forniscono informazioni in tempo reale sulla qualità dell’aria nella propria area può aiutare a prendere decisioni informate sulle attività all’aperto.
  2. Limitare l’esposizione: Ridurre il tempo trascorso all’aperto durante i periodi di alta inquinamento dell’aria, specialmente quando sono presenti livelli elevati di inquinanti come il particolato fine (PM2.5), l’ozono e il biossido di azoto.
  3. Utilizzare filtri per l’aria: In casa o in ufficio, è possibile installare purificatori d’aria con filtri HEPA che possono aiutare a rimuovere le particelle nocive dall’ambiente interno.
  4. Ridurre l’uso di veicoli a motore: Utilizzare mezzi di trasporto pubblici, biciclette o camminare invece di guidare veicoli a motore può contribuire a ridurre le emissioni di gas nocivi nell’aria.
  5. Promuovere pratiche sostenibili: Sostenere politiche e iniziative che promuovono l’uso di energie rinnovabili, il riciclo e la riduzione dell’inquinamento industriale può contribuire a migliorare la qualità dell’aria a lungo termine.
  6. Adottare comportamenti eco-sostenibili: Ridurre il consumo di energia, riciclare, utilizzare prodotti ecologici e ridurre l’uso di plastica possono contribuire a ridurre l’impatto ambientale complessivo e migliorare la qualità dell’aria.

Impegno collettivo

Anche se queste azioni possono aiutare a proteggersi da alcuni rischi dell’inquinamento dell’aria, è importante sottolineare che la riduzione dell’inquinamento richiede un impegno su larga scala da parte delle comunità, dei governi e dell’industria per affrontare le cause sottostanti e proteggere la salute pubblica. Le conseguenze dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana sono ben documentate e preoccupanti. Le particelle sottili presenti nel particolato possono penetrare profondamente nei polmoni e persino entrare nella circolazione sanguigna, causando una serie di gravi patologie respiratorie e cardiovascolari. L’inquinamento atmosferico contribuisce all’incremento di malattie croniche, come l’asma e le malattie cardiache, e può anche avere effetti negativi sulla fertilità e sullo sviluppo cognitivo nei bambini. La lotta all’inquinamento atmosferico richiede un impegno collettivo a livello sia nazionale che locale. Sono necessarie politiche pubbliche mirate e interventi concreti per ridurre le emissioni inquinanti e promuovere fonti di energia più pulite e sostenibili. Inoltre, è fondamentale sensibilizzare la popolazione sull’importanza della riduzione dell’inquinamento atmosferico e sulle pratiche di vita più eco-sostenibili. In definitiva, migliorare la qualità dell’aria non è solo una sfida ambientale, ma anche una questione di salute pubblica e di benessere sociale. È essenziale adottare misure efficaci per proteggere l’ambiente e garantire un futuro più salubre e sostenibile per le generazioni future.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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