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sabato, 20 Aprile 2024

Il De Luca furioso e l’insulto alla Meloni

Il De Luca furioso sull’autonomia e l’insulto alla Meloni. Lo è già sui siti e in qualche tv (lo scoop è di La7) ma domani questo sarà sicuramente un titolo in prima sui quotidiani. In effetti quel botta e risposta, quel “Lavora tu, str****!” pronunciato davanti ai giornalisti dal pirotecnico presidente della Regione Campania – era proprio lui, Vincenzo De Luca, non Crozza… – e rivolto alla presidente del Consiglio (in missione in Calabria) alla fine di una giornata tesissima davanti a palazzo Chigi, ha fatto il botto come si dice in gergo.

E c’è da aspettarsi che il confronto sia pure a distanza non si esaurisca con lo sfogo dell’esponente Pd, un insulto al di sopra di qualunque riga del politicamente corretto. Anche se ormai alle intemerate del settantaquattrenne leader politico campano cittadini e telespettatori dovrebbero averci fatto il callo tante le occasioni in cui De Luca ha piazzato al centro del suo personale bazooka tanto il capo del governo quanto il capo del suo partito, cioè la Schlein. No, in questo ingaggio De Luca non si è davvero risparmiato.

Insomma lì, davanti alla sede del governo, De Luca, memore di un passato in cui la piazza lo ha visto pure protagonista, pilota un gruppo di un centinaio sindaci meridionali riuniti per protestare contro l’autonomia differenziata che è vista come il fumo negli occhi da molte regioni del Sud e segnatamente da quella campana perchè toglierebbe risorse al Meridione continuando a privilegiare il Nord.

Come da prassi in tutte le manifestazioni che si affacciano su palazzo Chigi viene avanzata una richiesta di incontro con la premier. Un colpo a salve: nessuna risposta. Ma la richiesta va a vuoto per il semplice fatto che la Meloni è assente, impegni istituzionali l’hanno portata a Gioia Tauro.

Da qui l’ira incontrollabile di De Luca: ressa, urla, spintoni e faccia a faccia teso con le forze dell’ordine impegnate a contenere la piccola folla di sindaci urlanti con indosso la fascia tricolore d’ordinanza ma anche ad impedir loro di avvicinarsi al portone di palazzo Chigi, un’iniziativa non autorizzata. “Dovete caricarci! Ci dovete uccidere!” hanno sentito urlare a quel punto il presidente furioso. Ma non c’è stata nessuna carica e piano piano la folla si è dispersa e il corteo si è sciolto.

In cauda venenum, però. A bocce quasi ferme infatti De Luca, davanti ad un gruppetto di giornalisti, mette la firma alla giornata. A modo suo, e la invia come un Sms a Giorgia Meloni che – gli riferiscono – dalla Calabria, a commento della manifestazione e del vulcanico attivismo del presidente della Regione Campania, se ne sarebbe uscita con qualcosa di molto simile a un “invece di manifestare pensi a lavorare…”. Il vulcano erutta: “Ma è tollerabile questo atteggiamento così? Centinaia di sindaci che stanno qua, che non hanno i soldi per l’ordinaria amministrazione…lavora, dice… Lavora tu, stronza!”. In attesa di un auspicabile chiarimento tra i due, ora tutta l’aspettativa si sposta su Crozza… (foto Calabria News)

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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