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sabato, 20 Aprile 2024

Portogallo: vince Alleanza Democratica di centrodestra, ma per il governo servirebbe un’intesa con l’estrema destra di Chega in ascesa. Socialisti all’opposizione

Alleanza Democratica (AD) di Luis Montenegro vince le lezioni anticipate in Portogallo, ma da sola non potrà formare il governo. AD, un’alleanza politica di centrodestra che ha come perno il Partito Socialdemocratico (PSD), ha ottenuto il 29,5% dei voti. Battuto il Partito socialista, che nella precedente legislatura aveva la maggioranza assoluta ed esprimeva il premier, Antonio Costa, dimessosi per uno scandalo che ha coinvolto appartenenti al suo staff. I socialisti, guidati da Pedro Nuno Santos, si fermano al 28,7%, mentre avanza a passi da gigante la formazione di estrema destra Chega, capeggiata dell’ex seminarista ed ex telecronista di calcio, André Ventura.

Kingmaker

Chega quasi triplica i suoi voti rispetto alle precedenti elezioni e arriva al 18,1%. Distaccatissime le altre formazioni in corsa: Iniciativa Liberal (IL) di centrodestra al 5,1%, Bloco de Esquerda di sinistra radicale 4,5%, Coligação Democrática Unitária di comunisti e verdi al 3,3% e stesso risultato per gli ambientalisti di LIVRE. In base alle dichiarazioni prima del voto, Montenegro non sarebbe disponibile a coalizzarsi con Chega, ma non potrà governare soltanto con l’appoggio di IL. Servono 116 voti sui 230 componenti del Parlamento, l’Assembleia da República. Lontanissimi dal governo i socialisti, che non avrebbero i numeri neppure rispolverando la “geringonça”, la strana cosa, dell’alleanza tra tutte le forze della sinistra. Il ruolo di kingmaker è quindi potenzialmente nelle mani di Ventura, a meno di tornare presto anticipatamente alle urne.

Immigrazione

La partecipazione al voto con oltre il 60% è stata in crescita rispetto alle precedenti elezioni del 2022. Chega ha messo al centro della campagna elettorale due temi classici per la nuova destra in avanzata in Europa, l’immigrazione e la lotta alla corruzione. Un monito su una possibile svolta a destra del Portogallo era venuto direttamente dal presidente della Repubblica, il conservatore Marcelo Rebelo de Sousa, che aveva espresso preoccupazione per un ingresso al potere di Chega. Nonostante la crescita economica record nell’UE al 2,3% garantita al Portogallo dal governo socialista, gli elettori hanno espresso con il voto i timori per l’inflazione, il peggioramento dei servizi pubblici e per la crisi abitativa. Con l’uscita di scena di Costa, i socialisti nell’UE subiscono un altro duro colpo e restano alla guida del governo soltanto in 4 Paesi su 27: Germania (Olaf Scholz), Spagna (Pedro Sánchez), Danimarca (Mette Frederiksen) e Malta (Robert Abela). La buona prestazione di Chega potrebbe invece rafforzare le prospettive di consenso per i gruppi di estrema destra alle prossime elezioni europee.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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