Salute: lo scompenso cardiaco provoca il 60% dei ricoveri cardiologici in Italia. Best practice della “Sicilian Cardiovascular Academy” punta anche sulle nuove tecnologie

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(foto Shafin Al Asad Protic da Pixabay)

Lo scompenso cardiaco provoca il 60% dei ricoveri cardiologici in Italia. È causato dall’incapacità del cuore di assolvere alla normale funzione contrattile di pompa e di garantire il corretto apporto di sangue a tutti gli organi. Nella Penisola a soffrirne sono circa 600mila persone e si stima che la sua prevalenza raddoppi a ogni decade di età, dopo i 65 anni può arrivare al 10% circa, rappresentando una voce di costo crescente per il Servizio sanitario nazionale (SSN.)

Salute: lo scompenso cardiaco provoca il 60% dei ricoveri cardiologici in Italia. Best practice della “Sicilian Cardiovascular Academy” punta anche sulle nuove tecnologie
(foto account FB 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐯𝐚𝐬𝐜𝐮𝐥𝐚𝐫 𝐀𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐲)

Risposta

La patologia coinvolge il più delle volte anche altri apparati, tanto che oltre il 90% dei pazienti è affetto da altre comorbidità, che possono essere respiratorie, diabetiche, nefrologiche, neurologiche. Il 30% dei pazienti con scompenso, ad esempio, ha anche la broncopneumopatia cronica ostruttiva BPCO. Una risposta significativa viene dalla “Sicilian Cardiovascular Academy”, un modello di best practice estensibile a tutto il Paese, che prevede la messa in rete di know-how e strumenti, con il fine di offrire a ogni paziente la migliore prestazione possibile, e che parallelamente punta alla formazione continua del personale sanitario. Il progetto delle quattro Unità operative di cardiologia della Sicilia orientale (Catania, Messina, Ragusa, Siracusa) è stato presentato in un recente appuntamento congressuale ad Aci Castello.

(foto account FB 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧 𝐂𝐚𝐫𝐝𝐢𝐨𝐯𝐚𝐬𝐜𝐮𝐥𝐚𝐫 𝐀𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐲)

Monitoraggio

Responsabili scientifici della Sicilian Cardiovascular Academy sono Marco Contarini, direttore del Dipartimento di emergenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa e direttore della Cardiologia del PO Umberto I di Siracusa; Antonio Micari, professore ordinario di Cardiologia presso Università di Messina, direttore Cardiologia Invasiva; Antonino Nicosia, direttore Dipartimento Cardio-Neuro-Vascolare, Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa; Corrado Tamburino, professore ordinario di Cardiologia Università di Catania, direttore Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e Trapianto d’organo Policlinico “G. Rodolico–S. Marco”. I nuovi trattamenti farmacologici da qualche anno hanno permesso un notevole miglioramento nella qualità di vita del paziente con scompenso cardiaco. In supporto intervengono le nuove tecnologie, che possono aiutare a prevedere ed evitare i picchi a cui può andare incontro. Nuovi software permettono di monitorare il paziente e di registrarne ogni giorno i valori. “I device impiantati nel paziente hanno ridotto la mortalità, grazie alla tecnologia wireless o bluetooth incorporata nei software”, segnala il dottor Nicosia. “Il device resta tutta la vita, con la batteria che dura 8-10 anni, e consente di telemonitorare il paziente a domicilio analizzando a distanza la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la saturimetria in vari momenti e valutando così l’andamento della terapia. Questo – rimarca Nicosia – permette di convocarlo in ospedale solo per reali necessità o controlli. Il rischio di una riacutizzazione dello scompenso cardiaco può essere previsto anche con un anticipo di diverse settimane”.





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