Europee: nel Continente rischio estrema destra, ma euroscettici non sfondano. In Italia confermato duello Meloni/Schlein

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Europee
(foto Vox España su flickr.com da it.wikipedia.org + account FB Elly Schlein)

Al ‘capitano’ non basta il generale per evitare la figuraccia

Il Vecchio Continente vede crescere un rischio estrema destra, anche se i populisti-sovranisti-euroscettici e magari un po’ filo nazi-fascio e, perché no, pure amici di Putin non sfondano. Certo in Francia Marine Le Pen prende circa il 30%, tanto da indurre il presidente Macron a convocare le elezioni anticipate. Tuttavia, alle politiche in Francia non c’è il proporzionale, ma il doppio turno. Non è escluso allora, grazie anche alla rinascita dei socialisti francesi, che il risultato del prossimo voto tra la fine di giugno e inizio luglio possa non premiare così clamorosamente la destra estrema.

Premier

Se gli estremisti guadagnano anche in Germania e Austria, più in generale i conservatori del Partito popolare sembrano però mantenere la maggioranza relativa e quindi il possibile pallino del gioco. In Italia si conferma il duello Meloni/Schlein, con la premier che porta Fratelli d’Italia a essere ancora primo partito. Il buon risultato della Schlein e del Pd costituisce in parallelo una parte importante della trincea anti-estremismo nazionalista, che si aggiunge ai risultati incoraggianti dell’opposizione a Orban in Ungheria e di quella a Fico in Slovacchia. I socialisti poi sembrano tornare a essere primo partito in Portogallo e i socialdemocratici in Svezia e tengono in Spagna.

Lega

Per tornare al Belpaese il ‘capitano’ della Lega ha rimediato una sonora figuraccia, superato negli exit poll da Forza Italia e con un calo di almeno 24 punti percentuali rispetto alle precedenti Europee del 2019. Questo nonostante la grancassa del suo candidato generale, ex addetto militare a Mosca, e tutte le sparate qualunquiste che hanno a quanto pare nauseato gli elettori.


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