Canale Panama: da Corte Suprema panamense stop a società Hong Kong per gestione porti. Lo zampino di Trump, Pechino prenderemo “misure necessarie”

La Corte Suprema di Panama ha annullato il contratto stipulato con una società di Hong Kong per la gestione di porti per container alle due estremità della via d’acqua artificiale, che collega l’oceano Atlantico con l’oceano Pacifico. Un successo per le ambizioni di Trump e per la sua nuova dottrina Monroe, di controllo totale dell’emisfero occidentale. Un altro colpo, invece, all’influenza della Via della Seta di Pechino in America Latina, dopo la rimozione di Maduro in Venezuela.

Risolutezza

L’Alta Corte panamense ha dichiarato incostituzionali le condizioni in base alle quali la CK Hutchison Holdings Limited, con sede a Hong Kong, gestisce i porti di Balboa sul Pacifico e di Cristóbal sulla costa atlantica. La Cina ha annunciato che adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare “con risolutezza” i legittimi diritti e interessi delle aziende cinesi, ha dichiarato portavoce del ministero degli Esteri, Guo Jiakun. Trump ha più volte ribadito l’opinione secondo cui: “La Cina gestisce il Canale di Panama e non glielo abbiamo dato noi. Lo abbiamo dato a Panama e ce lo riprendiamo”. CK Hutchison, fondata dal miliardario Li Ka-shing , non è di proprietà del governo cinese e gestisce i porti dagli anni ’90, attraverso la controllata Panama Ports Company (PPC). Secondo PPC la sua concessione è il risultato di una gara d’appalto internazionale trasparente e “la sentenza è priva di fondamento giuridico”. L’annullamento del contratto, sostiene PPC, “mette a repentaglio anche il benessere di migliaia di famiglie panamensi”, dopo che sono stati effettuati investimenti in infrastrutture e tecnologia per più di 1,8 miliardi di dollari.

BlackRock

Per dimostrare la sua indipendenza dal governo di Pechino, CK Hutchison aveva annunciato un progetto di vendita dei suoi interessi nei porti di tutto il mondo a un consorzio guidato dalla società di investimenti statunitense BlackRock e dal gruppo di spedizioni MSC. Il tutto nell’ambito di un accordo, mai digerito da Pechino e che ora potrebbe essere messo in forse, del valore di 22,8 miliardi di dollari. Al momento, APM Terminals Panama, una sussidiaria della compagnia di navigazione danese Maersk, gestirà temporaneamente i siti di Balboa e Cristóbal. Il presidente di Panama, José Raúl Mulino, ha affermato che il canale “è e rimarrà” nelle mani del suo paese. Ogni anno circa 14mila navi attraversano il Canale, lungo 82 km. La via d’acqua interessa circa il 5% del commercio marittimo mondiale. Tra il 2023 e il 2024 gli Stati Uniti sono stati i maggiori utilizzatori del Canale, seguiti dalla Cina, che ha fatto registrare un volume di merci pari al 21,4% del totale di quelle in transito.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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