USA: effetto guerra di Trump, a maggio l’inflazione vola al 4,2%. Terzo aumento consecutivo dall’inizio del conflitto con l’Iran

Le scelte di guerra di Donald Trump pesano con durezza sugli Stati Uniti. A maggio i prezzi – secondo i dati del U.S. Bureau of Labor Statistics – sono aumentati al ritmo più rapido degli ultimi tre anni. Con un balzo l’inflazione ha raggiunto il 4,2%. L’aumento, rispetto al 3,8% del mese precedente, è stato in gran parte determinato dall’incremento dei costi energetici legato alla chiusura dello stretto di Hormuz. È il terzo aumento consecutivo dell’indice dei prezzi al consumo dall’inizio del conflitto con l’Iran, prima della guerra l’inflazione era al 2,4%.

Fed

L’alto livello dell’inflazione aumenta la probabilità che la Federal Reserve alzi i tassi di interesse. L’obiettivo di inflazione a lungo termine della Fed è del 2%. Una sfida per Kevin Warsh, il nuovo governatore della Fed, che la prossima settimana dovrà prendere la sua prima decisione sui tassi d’interesse. Trump aveva duramente attaccato il precedente governatore, Jerome Powell, con ripetute richieste di taglio dei tassi. A maggio la bolletta energetica degli americani è aumentata di quasi il 25% rispetto all’anno precedente, con la benzina principale responsabile dell’incremento. Secondo l’American Automobile Association, il prezzo medio di un gallone di benzina (3,8 litri) è balzato a 4,15 dollari, rispetto ai 2,98 dollari del 28 febbraio, giorno in cui il tycoon ha lanciato i bombardamenti contro l’Iran.

Midterm

L’aumento dei prezzi rappresenta un vero incubo per il presidente Trump e per i repubblicani, in vista delle elezioni di midterm a novembre. Gli americani si recheranno alle urne sotto la pressione di prezzi in impennata. Secondo gli economisti anche nel caso di una rapida risoluzione della guerra, potrebbe volerci anche una anno prima che venga ripristinato il normale flusso di merci attraverso lo Stretto di Hormuz. Dal punto di vista politico/diplomatico Trump ha confermato: “Non possiamo permettere all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare. Questo è tutto”. Il tycoon non si mostra preoccupato per l’inflazione, che “crollerà come un macigno” quando la guerra con l’Iran sarà finita. E la Casa Bianca ha rimarcato che: “Il programma economico più ampio del presidente Trump continua a produrre risultati significativi per il popolo americano”.

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