Acque agitate sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Vannacci, stimolato dai sondaggi, marcia su Roma. “Siamo la feccia e siamo orgogliosi di esserlo”, dice all’Assemblea costituente di Futoro nazionale a Roma. Poi ha spiegato “Dovrei allearmi con questa maggioranza di centrodestra che continua a portare avanti l’agenda Draghi e il Green deal?”. Ancora con “la forza ed il coraggio andremo avanti, il resto lo conquisteremo da soli”.
La sinistra gongola e punta su di lui per vincere. Renzi ci crede “Ci farà vincere le elezioni”. Naturalmente Vannacci è super attenzionato da tutti i media di sinistra, mentre da destra lo paragonano più a un capitano di ventura che ad un generale. Per Sallusti, su Libero, Vannacci prende “la strada della diserzione e con un manipolo di traditori voltagabbana passa con il nemico, sulle orme di Umberto Bossi che nel 1994 convinto da Scalfaro mollo’ Silvio Berlusconi per accasarsi con D’Alema, di Gianfranco Fini che si fece ingannare dalle lusinghe di Napolitano per uccidere politicamente Berlusconi ed in ultimo di Alfano che da segretario del Popolo delle Libertà cadde nella trappola di Renzi, segretario del Pd, cosegnando il paese alle sinistre”. Sembra, sempre per Sallusti, che il generale si stia ispirando ai capitani di ventura, quei condottieri imprenditori che nel Medioevo allestivano eserciti privati fatti da truppe mercenarie che si mettevano al servizio del miglior offerente. Ma per vincere una guerra serve un esercito di professionisti. Cosa,la conclusione, che al momento Futoro nazionale è ben lontano dall’essere.
Sul fronte opposto non ci limita ad osservare con fiduciosa speranza i guai del centrodestra, ma anche lì per non farsi mancare nulla si alimenta la polemica. “Conte attacca la Meloni ma parla alla sinistra, sentenzia Massimo Franco sul Corriere. “L’attacco aspro e a tratti sguaiato e’ il tentativo di farlo emergere come sudante al posto di Elly Schelein”. “Non e’ così malizioso ritenere che alla premier non dispiaccia scontrarsi col capo del M5S. Conte e’ il simbolo delle ambiguità e delle divisioni del centro sinistra in politica estera, con la sua linea anti Ue e anti Ucraina e serve a velare le ambiguità presenti anche nella maggioranza. Franco conclude “Ogni battibecco tra palazzo Chigi ed il M5S promette di rinfocolare le tensioni tra Schlein e Conte. E su questo Meloni può giocare a dividere gli avversari o meglio a sfruttare le divisioni…”.
Come andrà a finire? La politica pur mantenendo un fondo di imprevedibilità ha le sue regole. Piu’ scontato il caso del centrosinistra, primarie o meno, nuova legge ellettore o no. La Schlein ha quasi il doppio di voti di Conte ed è la segretaria del maggior partito della coalizione. Nei fatti questa competizione strisciante può portare Conte ad alzare il prezzo. Realistico in caso di vittoria puntare alla presidenza del Senato e da lì puntare al grande balzo al Quirinale. Nel Pd sono pero’ in molti a non vedere di buon occhio questa ultima eventualità. Conte non sarebbe assolutamente controllabile, un “cavallo pazzo” della politica.
A destra invece con calma si cercherà di raggiungere un accordo con Vannacci nella consapevolezza che per vincere le elezioni bisogna raschiare il barile. E se lo fanno a sinistra perché no a destra. Lo stesso Vannacci potrebbe spendere il suo peso per ottenere qualcosa di rilevante. Con attenzione al centro che la Meloni da sempre privilegia. Se poi non ci sarà un accordo bisognerà vedere quante simpatie politiche si trasformeranno in voti che, come tutti gli elettori sanno, potrebbero fare perdere il centrodestra. Se lo sanno a sinistra
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