Prima significativa svolta diplomatica nella guerra tra Trump e il regime degli ayatollah in Iran. Dopo settimane di ping pong impazzito tra bombe, minacce e speranze è arrivata la sigla, con la mediazione fondamentale del Pakistan, di un memorandum d’intesa, che però è soltanto l’inizio. Nei prossimi 60 giorni Stati Uniti e Iran dovranno accordarsi innanzitutto sulle modalità per evitare che Teheran possa avere l’arma atomica. Opinioni divergenti restano poi sulla totale riapertura dello Stretto di Hormuz e sullo sblocco dei beni iraniani. I media statali di Teheran hanno riferito che il preliminare prevede anche un cessate il fuoco in Libano.
Truth
Sul suo social Truth, il presidente Trump a caldo ha scritto: “L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ora completo. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l’apertura senza pedaggio dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l’immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi del mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!”. Successivamente ha puntualizzato: “Questo grande accordo porterà pace e sicurezza all’intera regione. Molti presidenti hanno cercato di fare la pace con l’Iran e tutti hanno fallito prima di me. I leader della regione hanno, per la prima volta, trovato un presidente che può aiutarli a raggiungere una pace vera. Con l’apertura dello Stretto in seguito alla firma dell’accordo venerdì, ai fini della rimozione delle mine, il petrolio tornerà a scorrere da entrambe le estremità, a beneficio della regione e del mondo”.
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