Regno Unito: clamoroso al 10 di Downing Street, Starmer si è dimesso. I laburisti puntano ora su Andy Burnham

Clamoroso al 10 di Downing Street. Il primo ministro britannico, Keir Starmer, si è dimesso. L’annuncio in un commovente discorso, dopo un periodo di crescenti pressioni e speculazioni sul suo futuro politico. “Ho parlato con Sua Maestà il Re stamattina – ha detto Starmer – per informarlo della mia decisione”. La notizia giunge proprio mentre Andy Burnham, candidato a sostituirlo nella leadership del partito, torna in Parlamento, dopo aver lasciato il ruolo di sindaco della Grande Manchester.

Elezioni

Secondo fonti informate, Starmer avrebbe preso la decisione dopo un fine settimana di riflessione su ciò che a suo avviso sarebbe stato meglio per il Regno Unito. “Ogni decisione che ho preso – ha rimarcato Starmer – è stata dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo”. Nella dichiarazione rilasciata davanti al numero 10 di Downing Street, il primo ministro ha segnalato che proprio dal suo partito era venuta la domanda su chi fosse “la persona più adatta a guidarci verso le prossime elezioni. Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda – ha detto Starmer, lasciando intendere la bocciatura nei suoi confronti – e la accetto di buon grado”. In vista delle prossime elezioni generali è partita intanto la sfida sovranista/populista di Nigel Farage, oggi leader del movimento Reform e ieri della campagna per la Brexit.

Partito

Starmer ha detto che rimarrà in carica finché il Partito Laburista non sceglierà un nuovo leader, ma ha chiesto al gruppo dirigente di garantire che ciò avvenga “prima della ripresa dell’attività del Parlamento a settembre”, dopo la pausa estiva. Andy Burnham, eletto il 18 giugno scorso nelle suppletive di Makerfield, presterà oggi giuramento come deputato a Westminster. Le candidature per la successione di Starmer alla guida del Partito laburista, e quindi alla carica di primo ministro, si apriranno il 9 luglio. Burnham è nettamente favorito e ha immediatamente ottenuto il significativo sostegno di un possibile sfidante, quel Wes Streeting, che si era dimesso da ministro della Sanità il mese scorso per protestare contro la leadership di Starmer.

Promesse

Nel 2024 Starmer aveva guidato il Partito laburista a una schiacciante vittoria, dopo 14 anni di governo conservatore. Successivamente, in ragione dell’abbandono di alcune delle promesse fatte in campagna elettorale, sostenendo di aver dovuto prendere “decisioni difficili per stabilizzare l’economia”, Starmer è drasticamente calato nel giudizio dell’opinione pubblica. E proprio sul tasto dell’economia batte adesso Burnham: “Le persone desiderano vedere progressi in termini di crescita economica, costo della vita, servizi pubblici, alloggi e opportunità per le generazioni future. I cambiamenti politici non dovrebbero mai distogliere l’attenzione dalla responsabilità di migliorare la vita delle persone. Il movimento laburista è sempre stato più forte quando ha guardato al futuro con fiducia e determinazione. Questo è ciò che faremo da qui in avanti e ci assicureremo che questa transizione sia un processo positivo di rinnovamento per il nostro partito e per il nostro Paese”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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