USA: verso midterm, nelle primarie dem di New York si impongono i candidati del sindaco Mamdani

Viale del tramonto per la stagione di Donald Trump? Che qualcosa si muova dopo la dura batosta nella guerra con l’Iran e in vista delle elezioni di midterm del prossimo novembre, è evidente dal crollo della popolarità del tycoon nei sondaggi d’opinione, ma anche da due segnali simbolici. Il primo: dopo la Camera dei Rappresentanti, anche il Senato USA, a maggioranza repubblicana, ha approvato un provvedimento che impone al presidente di fermare la guerra in Iran o di chiedere l’approvazione del Congresso prima di proseguire con le azioni militari. Il secondo segnale viene dal successo schiacciante, nelle primarie democratiche di New York, dei candidati sostenuti dal sindaco progressista, Zohran Mamdani.

Sanders

Dalla città più grande d’America viene un impulso all’ala sinistra del partito democratico, che ha come figura di riferimento il senatore del Vermont, Bernie Sanders. L’idea è che la politica smetta di essere soltanto cinica amministrazione del potere, per tornare a farsi accoglienza, prossimità e restituzione della dignità. Tutti i candidati sostenuti da Mamdani hanno promesso di impegnarsi per “eliminare l’ICE”, la milizia anti-immigrazione di Trump; di “tassare i ricchi” e hanno preso le distanze da Israele. Nel 10° distretto, che comprende parti della Lower Manhattan e di Brooklyn, Brad Lander ha sconfitto il deputato uscente Dan Goldman, erede della fortuna del marchio di jeans Levi Strauss e odiato da Trump per aver guidato nel 2019 la prima inchiesta di impeachment contro il tycoon.

Socialisti

Decisivo l’endorsement di Mamdani anche per Darializa Avila Chevalier, dottoranda in sociologia alla City University di New York e attivista pro-pal, che nel 13° distretto (Upper Manhattan e parte del Bronx) ha spodestato il potente deputato in carica da cinque mandati e presidente del gruppo ispanico al Congresso, Adriano Espaillat. Legata, come Chevalier, all’organizzazione Democratic Socialists of America, Claire Valdez, ex sindacalista, ha vinto le primarie per il 7° distretto, che comprende quartieri di Brooklyn e Queens e dove la deputata uscente Nydia Velázquez non si ricandiderà. “Non si tratta solo di eleggere più democratici – ha dichiarato Mamdani all’Associated Press -. Si tratta di eleggere democratici migliori. Quando guardo a queste candidature, vedo in esse la volontà di rimettere i lavoratori al centro della nostra politica”. E poi ha sentenziato: “La vecchia politica che ci ha portato in questa crisi, non è la politica che ci farà uscire da questa crisi”.

ICE

La crescente influenza di Zohran Mamdani sul Partito Democratico non è un caso isolato. Una socialista democratica, Nithya Raman, 44 anni, protagonista del movimento Black Lives Matter, è in corsa per diventare il sindaco di Los Angeles, la seconda città più grande degli Stati Uniti. Il sindaco di Seattle è una socialista, Katie Wilson. Nella capitale Washington, un’altra socialista, Janeese Lewis George, 38 anni, decisa a porre fine alla cooperazione tra la polizia di Washington e l’ICE, è sulla buona strada per diventare il prossimo sindaco.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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