Lavitola ha confessato al gip “Sono stato io ad organizzare l’attentato. L’ho fatto per il bene di Ranucci, correva dei pericoli. Di cui lui non era a conoscenza. La scorta in questo modo è stata rafforzata”. E’ quanto emerge dalle dichiarazioni di Lavitola, nel lungo interrogatorio, durato cinque ore.
L’avvocato di a Lavitola, Sergio Cola, sull’eventuale consapevolezza di Ranucci, si limita ad un forse significativo “No comment”
Nello stesso giorno della confessione di Lavitola, Ranucci pubblica un post, quantomeno delirante, in cui si paragona addirittura ad Aldo Moro e a Giovanni Falcone.
”La voce che spaventa. Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini per debolezza, li uccide per eccesso di chiarezza”, le parole di Ranucci su Facebook, corredato dalle foto di Falcone e Borsellino.
”Muoiono tutto allo stesso identico modo, non tanto per la pallottola o il tritolo, quanto per avere visto un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo ad alta voce”.
Ranucci, forse annebbiato, si scorda che le figure da lui ricordate sono veri martiri, uccisi da pallottole vere e dal tritolo, che voleva la strage. Non finti martiri, creati dall’amico che lo voleva addirittura premier.
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