La legge elettorale dovrebbe essere approvata al Senato entro settembre con l’introduzione delle preferenze e della parità di genere, per poi tornare alla Camera per la definitiva approvazione. Difficilmente sarà introdotto il ballottaggio che Forza Italia vorrebbe, mentre la Lega e’ contraria.
Da quel momento, pur in attesa delle decisioni di Mattarella e della Corte Costituzionale, entrerà nel vivo la data delle urne, con scadenza naturale fissata per il prossimo autunno.
Così come successe sulla modifica di voto, senza esiti visto il muro contro muro su tutta la legge, ballottaggio compreso, sono ripresi i contatti tra la Meloni e la Schlein sulla data delle elezioni.
Su questo punto vi potrebbe essere un doppio interesse. La Meloni starebbe valutando una mossa a sorpresa, che finora non sembrava essere presa in considerazione.
La premier starebbe pensando di accorpare le elezioni politiche con le ammistrative. E’ vero, il turno non appare favorevole al centrodestra, perché andranno al voto molte grandi città: Roma, Milano, Napoli, Bologna e Firenze. Per il centrodestra c’è il rischio di un effetto di trascinamento del Campo largo. Ma nella Capitale e a Milano, secondo fonti autorevoli, vicini al governo ci sarebbero “margini per vincere” e “Giorgia Meloni potrebbe fare da traino”.
Se la Meloni volesse anticipare le elezioni, per prassi, dovrebbe passare alle Camere prima di rassegnare il mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Passaggio che assumerebbe una forte valenza politica, con il contemporaneo annuncio dell’election day.
Anche per la Schlein potrebbe essere un vantaggio, perché non vuole concedere troppo tempo a chi vuole minare la sua leadership.
Se è vero che le amministrative devono essere indette tra il 15 aprile ed 15 giugno, il 18 aprile (data storica per la vittoria della Dc sul Fronte popolare nel 1948 e per quella di Berlusconi sulla “gioiosa macchina da guerra “ di Occhetto nel 1994) sarebbe la prima data utile, anche perché scatterebbero i termini per la pensione per i parlamentari.
Questo timing elettorale non consentirebbe però di varare i decreti attuativi delle norme che verranno approvate con la Finanziaria. E se l’ultima legge di bilancio viene considerata una sorta di “boost” per il consenso, il governo rischierebbe di farsi male da solo.
Per questo nel possibile calendario vengono inserite altre due domeniche, quelle del 23 e del 30 maggio. Ultima data utile per applicare l’elecrion day e consentire il ballottaggio alle comunali entro il 15 giugno.
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