“Noi alleati per per qualcosa e non contro qualcuno. Non ho mollato e non mollerò mai”. Lo dice Giorgia Meloni a Bari per festeggiare il record di longevità del governo con i suoi 1.143 giorni, battendo il vecchio primato di Silvio Berlusconi, che nella seconda esperienza a palazzo Chigi si fermò a 1.142 giorni.
Al porto con la premier il governo al gran completo insieme a una folta rappresentanza del centrodestra proveniente da ogni parte del paese.
La Meloni ha anche parlato della nuova legge elettorale “Proponiamo che alle prossime elezioni e a quelle da qui in avanti i cittadini possano scegliere coalizione, programma e candidato premier da proporre al Capo dello Stato, e chiunque vinca abbia i numeri per governare per cinque anni. Niente ribaltoni, niente governi di palazzo come vorrebbe fare il Pd anche questa volta, niente compromessi ma governi scelti dai cittadini”.
Ancora “Non intendo arrendermi, ne’ accontentarmi. Semplicemente perché questa nazione lo merita. E finché io avrò l’onore e la possibilità di farlo continuerò a combattere, a scommettere, a rilanciare”.
La premier ha ricordato l’omicidio di Lorena Isceri, affermando come il femminicidio costituisca un’aggravante. Quanto ai migranti “Ci davano degli estremisti, poi l’Europa ci ha copiato”. Altro passaggio sui carburanti “Ora misure mirate per chi ne ha bisogno”.
La premier ha rivendicato di essere riuscita a tenere i conti in ordine, mentre altri li devastarono con il superbonus. Un’osservazione “Il governo più stabile non è per forza il più capace, ma quello che ha avuto più tempo per essere giudicato”.
La premier è salita sul palco poco dopo le 19, pantalone bianco, maglietta traforata con lustrini, accolta dalle urla dei suoi sostenitori (A debita distanza si è anche svolto un corteo di protesta) sulle note di “Il cielo è sempre più bello” di Rino Gaetano. Anche un piccolo fuori programma. La premier al telefono, era la figlia Ginevra. E subito si è scusata con platea “Scusare era mia figlia”, e prima di riattaccare le ha bisbigliato “Ti richiamo”.
La chiusura dopo circa un’ora di discorso con l’Inno di Mameli e “Mano nella mano “ sempre di Rino Gaetano. Ultimo atto, e’ scesa dal palco per abbracciare i sostenitori e si è concessa a numerosi selfie.
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